ROME IN MONOCHROME – Away From Light

Pubblicato il 16/03/2018 da
voto
7.0
  • Band: ROME IN MONOCHROME
  • Durata: 00:53:59
  • Disponibile dal: 16/03/2018
  • Etichetta: BadMoodMan Music
  • Distributore:

Roma e il suo paesaggio urbano, le sue forme e la sua eleganza si riverberano nelle arie disegnate dalle tessiture sonore dei Rome In Monochrome, trasformandosi in luoghi dell’anima e dell’immaginazione. Per chi segue da tempo la scena musicale capitolina, quella nata dai Novembre e portata avanti a fasi alterne da realtà come Klimt 1918, Raspail, Black Thorns Lodge/Room With A View, En Declin e Oblivio, “Away From Light” potrebbe anche riuscire a candidarsi come uno dei dischi dell’anno. Un ricamo di grande suggestione, capace di arricchirsi alla fonte di molteplici influenze (doom, death metal, post rock, shoegaze) per fonderle con disinvoltura in una proposta magari non ancora personalissima, ma senza dubbio coerente e capace di parlare e di vibrare di intenso lirismo. Otto tracce di discreta lunghezza compongono il disco, fra languori nostalgici e malinconici, armoniosa placidità, un ritmo spesso ipnotico e una tensione drammatica che a volte esplode in crescendo dai contorni doom-death metal. Una caratteristica che emerge chiaramente fin dalla prima canzone, è il desiderio dei Rome In Monochrome di evitare la costruzione di brani in perenne continuità: al contrario, i pezzi, partendo sovente da una colorazione lo-fi, preferiscono arricchirsi di tensione e di strati con il passare dei minuti, sino appunto a raggiungere climax piuttosto violenti, benchè privi di facili concessioni ad eccessi extreme metal. Del resto, la trama emotiva del sound del gruppo si gioca quasi sempre sul flemmatico cantato del cantante Valerio Granieri, mai incline ad esagerazioni e spesso capace di far assopire ogni slancio di malignità presente attorno a lui in una nebbia bluastra e riverberante. Alla lunga, “Away From Light” soffre forse un pochino di un’eccessiva omogeneità nello sviluppo dei suoi episodi, ciononostante non si può evitare di sottolineare come ogni pezzo si incastri alla perfezione con gli altri, mantenendo appunto un’atmosfera coesa e ben definita. In futuro, il gruppo potrebbe magari provare ad osare qualcosa in più fra bassi e acuti o cambiare ogni tanto ordine a questi ultimi; per il momento facciamo comunque tesoro di un disco ben riuscito, che in vari tratti richiama con insistenza certe ormai tipiche formule romane trovando però quasi sempre il giusto pertugio per non annoiare.

TRACKLIST

  1. Ghosts Of Us
  2. A Solitary King
  3. Paranoia Pitch Black
  4. Uterus Atlantis
  5. December Remembrances
  6. Until My Eyes Go Blind
  7. Between The Dark And Shadows
  8. Only The Cold
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