RORCAL – Muladona

Pubblicato il 10/12/2019 da
voto
7.5
  • Band: RORCAL
  • Durata: 00:37:29
  • Disponibile dal: 08/11/2019
  • Etichetta: Hummus Records
  • Distributore:

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“This is a story of the terrible events I witnessed as a young boy in Incarnation, Texas. Back in October 1918. Only a handful of people still living know what happened there.”

E se un romanzo dell’orrore ambientato nell’America rurale del 1918 fosse portato tutto in un disco, come suonerebbe? “Muladona”(no, non c’è niente di niente che rimandi all’asso argentino) è il quinto lavoro dei ginevrini Rorcal ed è la trasposizione stessa del romanzo omonimo dell’americano Eric Stener Carlson, uscito nel 2016. Quale sarà la connessione, ci siamo chiesti? Beh, l’autore originario del Minnesota ora vive proprio a Ginevra. E il suo racconto della città di Incarnation, Texas, prende così vita nella musica dei suoi nuovi concittadini dell’underground hardcore dalle tinte più oscure. Un racconto di Eric Stener Carlson interpreretato dai Rorcal, così suona il sottotitolo di questo lavoro. Carlson stesso ha contribuito alla realizzazione dell’album, che si dice essere avvenuta in tre giorni (piovosi, naturalmente) nella primavera del 2019.
Effettivamente – lo possiamo dire – l’atmosfera plumbea, demoniaca ed infestata viene trapiantata nelle viscere di questo lavoro che fa del blackened death il suo cuore pulsante, ma si tinge di tutte quelle contaminazioni sludge/hardcore di cui – ormai generalmente – tingiamo il genere post-metal (alcuni aggiungerebbero – per capirsi – l’aggettivo roadburniano) in maniera più generale. Un pezzo su tutti: “I’d done my duty to my mother and father. And more than that I’d found love” (eh, sì, i titoli son tutti così lunghi): un tripudio di urla scalpitanti, intervallate da voce narrante (a cura dello stesso autore), blastbeat mefitico e sprazzi di melodie inquiete, contornate da tutto quel senso di Male che aleggia su l’umanità tutta. Se l’iniziale “This is how I came to associate drowning with tenderness” inizia a raccontare la malattia che sta consumando tutta la città texana, il resto della narrazione – e del disco – si concede alle peregrinazioni di Muladona, lo spirito demoniaco sotto forma di asina che va a trovare Verge Strömberg, un giovane appassionato di libri e letteratura. Piano piano la ricerca si infittirà dentro le ceneri stesse dei Nativi sottomessi alla dominazione spagnola, la storia della madre di Verge e a tutta la storia di Incarnation. Con tutto il tempo necessario, senza risultare prolisso né troppo avventato, “Muladona” si offre in tutta la sua espressività. E lo fa con le carte di un bel disco, oltre che di una intrigante rappresentazione. Arrivare alla finale e imponente “I was the Muladona’s seventh tale”, una volta che si è iniziato il percorso, sembra inevitabile ed obbligato, immersi come si è dal fascino evocato da questa narrazione. Dopo i breakdown forsennati, in uno dei pezzi più violenti del disco, si finisce con un grande augurio narrativo all’umanità tutta (forse un po’ inaspettato, dato il contesto mefitico a cui le orecchie hanno prestato orecchio per la mezzora precedente): ogni giorno che ci viene donato è un regalo. E ancora una volta si può sconfiggere il diavolo e i suoi demoni.
“Muladona” dei Rorcal è un episodio interessante all’interno del panorama blackened death/post-metal. E la decade di attività – seppur nel sottobosco – ha permesso alla formazione di Ginevra di acquisire un gusto tale da poter arrivare a questo interessante risultato espressivo. Non crediamo, decisamente, che il nome Rorcal possa più passare così inosservato: la loro personalità è arrivata qui al suo punto più efficace.

TRACKLIST

  1. This is how I came to associate drowning with tenderness
  2. She drained you of your innocence and you poisoned her with it
  3. I'd done my duty to my mother and father. And more than that I'd found love
  4. A sea of false smiles hiding murder jealousy and revenge
  5. Carnations were not the smell of death. They were the smell of desire
  6. The only constant in this world is blackness of the human heart
  7. I was the Muladona's seventh tale
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