RORCAL – The Way We Are, The Way We Were, The Way We Will Be…

Pubblicato il 31/12/2007 da
voto
6.0
  • Band: RORCAL
  • Durata: 00:29:33
  • Disponibile dal: //2007
Streaming non ancora disponibile.

Una band che, come i Rorcal, si definisce doomcore (o meglio, un connubio tra doom e post hardcore), potrebbe tirarsi sin da subito la zappa sui piedi: questa definizione infatti dice tutto e non dice nulla e per di più rischia di richiamare alla mente band quali Neurosis e Isis, con tutte le conseguenze del caso (i paragoni con questi due gruppi solitamente sono impietosi quasi per tutti). Ascoltando questo “The Way We Are, The Way We Were, The Way We Will Be…” infatti ci si accorge che nel sound di questi svizzeri ci sono parecchi elementi apocalittici, soprattutto grazie al guitar sound ruvido ma allo stesso tempo parecchio dilatato e cupo. L’EP in questione consta di tre tracce e un paio di intermezzi ambient che alleggeriscono parecchio tutto il lavoro. Dei brani veri e propri la parte del leone la fa l’iniziale “Duplicate The Stream Thedra”, della durata complessiva di quasi dodici minuti. In questo magma sonoro vi sono racchiuse tutte le peculiarità dei Rorcal. La struttura della traccia è simile ad un mantra ossessivo e lento, che dilata quella che poteva essere una canzone dalla durata normale fino a farla diventare una monstre song. Il growling del singer è cupo, persino opprimente talvolta, ma mai eccessivo, in modo che comunque la monotonia fatica a farsi sentire, anche per merito di un lavoro di chitarra ben congegnato che tiene desto l’ascoltatore. “Dick Morante” è decisamente più movimentata e qui le influenze citate in precedenza si fanno più evidenti, ancora per merito delle chitarre, che sfornano dei riff malinconici e parecchio doom-oriented. A chiudere troviamo “Seven Suns” che è la traccia meno oscura dell’intero lavoro, nonchè quella dal ritmo più sostenuto (non si va mai oltre il mid tempo però). I Rorcal hanno ben chiara quale sia la strada da seguire, ma devono ancora migliorare, in quanto vi sono dei difetti di personalità che fanno sì che i ragazzi osino meno di quanto dovrebbero. Soprattutto devono crescere il singer e la sezione ritmica, quest’ultima autrice di una performance piuttosto banale. Molto bene invece le chitarre, in grado di sostenere da sole l’intero EP e con delle vette di eccellenza e di creatività che vengono raggiunte nella traccia conclusiva. L’esordio è passabile, ma sulla lunga distanza è lecito attendersi qualcosa di meglio.

TRACKLIST

  1. Duplicate The Stream Theora
  2. Landscape ( Part One )
  3. Dick Morente
  4. Landscape ( Part Two )
  5. Seven Suns
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.