8.0
- Band: ROTTEN TOMB
- Durata: 00:38:04
- Disponibile dal: 01/03/2022
- Etichetta:
- Crypts of Eternity Productions
La prima cosa che colpisce del death metal dei Rotten Tomb è la cupezza del suono: una severità stentorea che ci riporta ad alcune band di culto del panorama dei primissimi anni Novanta. A differenza di altri giovani colleghi che di questi tempi tendono ad appannare la produzione per conferire alla propria proposta un’aria più sfuggente e astrusa, i cileni optano per una resa sonora piena e possente, accostabile a quella di vecchie gemme come “Lost Paradise” dei Paradise Lost e “The Karelian Isthmus” degli Amorphis. Nomi che vengono alla mente anche sul fronte prettamente stilistico, anche se tali raffronti non devono essere intesi soltanto come semplice revivalismo e citazionismo. I Rotten Tomb entrano con sincerità nell’anima di questo arcigno death metal venato di doom, metabolizzandolo fino a renderlo proprio.
La formazione sudamericana ha iniziato ad acquisire un pochino di notorietà nell’underground con la pubblicazione di una serie di demo tra il 2016 e lo scorso anno, ma è con questo primo full-length, “Visions of Dismal Fate”, che il gruppo sembra avere definitivamente mollato gli indugi. L’album infatti si pone idealmente sulla stessa linea delle notevoli prove firmate da band come Sonne Adam e Burial Invocation negli anni Duemila, con una tracklist molto compatta che, tra minimalismo e puntuali contrappunti atmosferici, dà luogo ad una nenia dolente che a tratti appare quasi fuori dal tempo. La forza del gruppo sta soprattutto nella cosiddetta misura, con brani che non si dilungano mai eccessivamente e un particolare gusto per una melodia corale, scarna quanto solenne. La mossa vincente è insomma quella di mantenersi diretti, galleggiando su scelte stilistiche in grado di trasmettere sia il disorientamento inquieto, tipico degli ambienti death-doom, sia una verve che anche nei passaggi più luttuosi non risulta mai veramente sopita, così da mantenere un sottofondo urgente e pulsante.
Equilibrato sotto ogni punto di vista, “Visions of Dismal Fate” rivela la competenza e il talento dei Rotten Tomb, qui abili nell’abbinare omaggi alla tradizione e una costante spinta verso la ricerca e la ridefinizione di un songwriting pratico e intenso. Un’altra conferma di come quella cilena sia tra le scene più autentiche e interessanti del momento.
