ROTTING CHRIST – Kata Ton Demona Eaytoy

Pubblicato il 23/02/2013 da
voto
7.5
  • Band: ROTTING CHRIST
  • Durata: 00:51:32
  • Disponibile dal: 01/03/2013
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

“Kata Ton Demona Eaytoy” è, prima di tutto e soprattutto, un disco Rotting Christ. Un disco ben scritto e suonato con una convinzione e una forza che fanno impressione e che, a tratti, fanno venire i brividi. Un disco che porta addosso segni e cicatrici di venticinque anni di carriera, mostrandoli al mondo con la giusta dose di fiducia. Un disco nel quale, davvero, si fa fatica a trovare qualcosa che non rimandi al passato, più o meno recente, della band (a parte forse l’incipit di “Iwa Voodoo”, che curiosamente ricorda per un attimo “The Last Time” dei Paradise Lost). Dieci nuove canzoni, in cui il gusto che da sempre caratterizza la band di Atene si coniuga con quell’attenzione per un songwriting a più ampio respiro già sperimentato sul precedente “Aealo”, votandosi però a composizioni più articolate, le quali dimostrano che i Rotting Christ hanno sì ormai raggiunto una indubbia maturità, ma che quest’ultima non sa ancora di senescenza – anche se in alcuni casi è evidente un certo autocompiacimento. Parliamo, ad esempio, di “Grandis Spiritus Diavolos”, dal riff portante letteralmente ricopiato dalla recente hit “Phobos’ Synagogue”, oppure della title track, in cui emergono melodie e assoli che siamo sicuri di aver già sentito ben più di una volta negli ultimi due/tre album dei Nostri. In ogni caso, i Rotting Christ con questo disco chiariscono di non essere soltanto la band che ha portato la Grecia nell’olimpo del metal estremo internazionale, ma, proprio come con “Aealo”, certificano di trovarsi a loro agio anche con sonorità di matrice più epica, filtrate però sempre attraverso il loro tocco etnico ormai inconfondibile. “Kata Ton Demona Eaytoy” è un lavoro in cui tutte le influenze di Sakis Tolis risaltano in maniera forte e ben precisa: il cantante/chitarrista paga alcuni debiti con suoni e soluzioni da lui stesso creati non troppo tempo fa, fornendone però una lettura che solo in un paio di circostanze appare un po’ stantia. L’album è tutto un rincorrersi di melodie seducenti, furiose accelerazioni e oscuri momenti di pathos tragico nella migliore tradizione ellenica, dove i Rotting Christ giocano a fare i maestri, lasciando alla loro esperienza il compito di tessere le fila di brani che crescono con il passare degli ascolti. Questa volta, inoltre, li aiutano una produzione realmente con i fiocchi (si sente la mano del produttore svedese Jens Bogren) e una tracklist strutturata in maniera furba, che sfodera i suoi episodi migliori nei passaggi chiave, ovvero all’inizio (“In Yumen – Xibalba”), a metà (“Cine Iubeste Si Lasa”) e nel finale (“666”). Insomma, malizia, passione e attenzione per i dettagli fanno di “Kata Ton Demona Eaytoy” un’opera magari un po’ “comoda”, ma sostanzialmente riuscita e coinvolgente, che ha tutte le carte in regola per appagare i fan delle recenti prove in studio dei fratelli Tolis. D’altra parte, non si può restare adolescenti o debuttanti per sempre. O sì?

TRACKLIST

  1. In Yumen - Xibalba
  2. P'unchaw Kachun - Tuta Kachun
  3. Grandis Spiritus Diavolos
  4. Kata Ton Demona Eaftou
  5. Cine Iubeste Si Lasa
  6. Iwa Woodoo
  7. Gilgames
  8. Rusalka
  9. Ahura Mazda Anra Mainiuu
  10. 666
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