ROTTING CHRIST – Rituals

Pubblicato il 06/02/2016 da
voto
7.5
  • Band: ROTTING CHRIST
  • Durata: 00:49:05
  • Disponibile dal: 12/02/2016
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Tre anni. In questa fase della carriera dei Rotting Christ, tra un nuovo album ed il precedente trascorrono sempre circa tre anni. Questo è evidentemente il tempo di cui il gruppo ha bisogno per portare a termine la promozione di un disco e per comporre il suo successore. Scriviamo ‘gruppo’, ma, in realtà, potremmo tranquillamente riferirci a Sakis Tolis, leader e mente dei Rotting Christ sin dal lontanissimo 1987. Al cantante/chitarrista (e produttore) interessa poco delle contaminazioni varie e delle sfumature post-tutto che il black e il dark metal di oggi ingurgitano e rigurgitano. Non stupisce quindi se la base di queste dieci nuove tracce a volte sembra essere stata registrata nel 2010 o nel 2013. Con il pomposo “Aealo” Sakis Tolis ha rinnovato lo stile della sua band e da allora non si è più guardato attorno o indietro: il discorso è stato portato avanti con vigore su “Κατά τον δαίμονα εαυτού” e ora questo viene ulteriormente analizzato con il nuovo “Rituals”, quarto album a venire pubblicato sotto l’egida della francese Season Of Mist. Il nuovo full-length della band ellenica è dunque l’ennesima opera molto ambiziosa di una carriera ricca di eventi e colpi di scena: a livello di produzione, vista la collaborazione con Jens Bogren in fase di mixaggio e mastering, siamo senz’altro al top, superando in impatto e in scorrevolezza tanti rinomati capitoli precedenti; sul fronte musicale e stilistico, come già accennato, il disco invece non si discosta granchè dagli ultimi due album, ma al contempo si arricchisce di ulteriori ingredienti, soprattutto sotto forma di numerose nuove voci e “ospitate”. L’impressione è che Tolis, dopo una dozzina di album scritti praticamente da solo, sia un po’ a corto di idee a livello di riff e melodie di chitarra (prova ne sono anche le frequenti auto-citazioni presenti sia in questo che negli altri lavori dell’ultimo quinquennio abbondante); di conseguenza, l’incipit dal quale partire per comporre un nuovo brano sembra ora risiedere nelle linee vocali. Se già su “Aealo” e “Κατά…” il Nostro aveva fatto ampio ricorso a cori e gorgheggi femminili, su “Rituals” assistiamo ad un vero e proprio trionfo del comparto voci: dall’opener “In Nomine Dei Nostri” sino alla conclusiva “The Four Horsemen” il lavoro è tutto un fluire di canti, urla, dialoghi e “gang vocals spartane” che sovente fungono da vero e unico cardine dei pezzi, come in una sorta di Therion su scala minore e in chiave mediterranea. Su “Ἐλθὲ κύριε (Elthe Kyrie)”, ad esempio, addirittura si lascia che siano gli interventi di Danai Katsameni, un’attrice del Teatro Nazionale Greco, a guidare la strofa portante, mentre in “Les Litanies de Satan (Les Fleurs du Mal)” e “For a Voice like Thunder” i tempi del brano sono dettati rispettivamente dagli ospiti Vorph (Samael) e Nick Holmes (Paradise Lost). “Rituals”, insomma, non è forse un album per chi continua a vedere nei Rotting Christ un gruppo foriero di grandi riff e grandi melodie chitarristiche, memore di vecchie e recenti hit come “Transform All Suffering into Plagues”, “Athanati Este”, “Enuma Elish” o “Noctis Era”: da questo punto di vista, il disco è in verità abbastanza povero o derivativo. “Rituals”, piuttosto, sboccia e brilla per la notevole cura negli arrangiamenti, per l’unione tra metal e dramma, per il suo autentico sapore epico e per la capacità di imprimersi subito nella mente di chi ascolta, a dispetto del numero e della ricchezza delle  sue componenti. È un prodotto che potrà impressionare i neofiti dei Rotting Christ – in quanto difficilmente in grado di notare subito il cambio di approccio nel lavoro chitarristico, oggi più minimale e a volte ridotto a base per voci, tastiere e strumentazione “etnica” – ma anche un’opera che i fan di lunga data non dovrebbero sottovalutare, visto che presenta alcune canzoni di rara maestosità ed efficacia. Al di là di tutto, episodi come i succitati “Ἐλθὲ κύριε (Elthe Kyrie)” o “Les Litanies de Satan” risultano infatti tra i più particolari del repertorio del quartetto. Il consiglio è di approcciarsi all’album con pazienza, concentrandosi bene su un brano alla volta ed evitando di far pesare troppo accostamenti e similitudini. Soprattutto se preso singolarmente, quanto offerto da Sakis Tolis su “Rituals” è un altro grande esempio di attitudine, gusto e perseveranza. E pazienza se sarà difficile riproporlo dal vivo.

TRACKLIST

  1. In Nomine Dei Nostri
  2. זה נגמר(Ze Nigmar)
  3. Ἐλθὲ Κύριε (Elthe Kyrie)
  4. Les Litanies De Satan (Les Fleurs Du Mal)
  5. Ἄπαγε Σατανά (Apage Satana)
  6. For A Voice Like Thunder
  7. Konx Om Pax
  8. देवदेवं (Devadevam)
  9. The Four Horsemen
6 commenti
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