ROTTING CHRIST – Sleep Of The Angels

Pubblicato il 14/01/1999 da
voto
8.5
  • Band: ROTTING CHRIST
  • Durata: 00:40:59
  • Disponibile dal: 4/01/1999
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

L’influenza delle etichette non sempre è vista di buon occhio da musicisti, critica ed ascoltatori. Se i primi poi sono greci, abituati ad un certo tipo di atavica calma, mentre l’etichetta è la tedesca Century Media, usa a ben altri (concitati) ritmi di lavoro, è ben comprensibile come la convivenza sia difficile. Il pensiero di dover lavorare ad un altro album per incrementare le vendite del precedente ad appena un anno e mezzo dall’uscita di quest’ultimo non è esattamente accolta con gioia dai fratelli Tolis, ma i sogni di gloria e l’ispirazione hanno la meglio. Nel crepuscolo dello scorso millennio infatti vede la luce “Sleep Of The Angels”, un disco cruciale per i Rotting Christ sia a livello musicale che storico.
Se infatti nelle note tetre e in alcuni passi quasi trasognate dell’album impera quella fortissima vena darkwave/gotica (presente qui in maniera molto più prepotente che sul precedente “A Dead Poem”) che aveva travolto l’intera scena musicale, l’album è foriero di grandi ambizioni, voglia di affacciarsi su un panorama più vasto; basti pensare che in Germania la Century Media distribuì l’album come un doppio disco, insieme ad una compilation chiamata “Darkness We Feel – Volume II”, che conteneva un inedito dei greci, “Moonlight”. Con Xy dei Samael di nuovo dietro al mixer, i quaranta minuti di musica sono vestiti di colori foschi, cupi, eppure il platter non difetta di epicità: dalla splendida “Der Perfekte Traum”, in cui le spire sinuose delle trame chitarristiche fanno da contraltare al baritonale parlato in tedesco (pensato originariamente per un allora inedito Till Lindemann), passando per “You My Flesh” (con il proprio assolo quasi arabeggiante), uno dei pezzi trainanti di tutto il disco. I Rotting Christ non sembrano aver perso lo smalto né la propria micidiale carica (il comparto ritmico somiglia anche in questo disco ad una letale falange oplitica) e ci pensano perle come “Cold Colours”, “Thine Is The Kingdom” ed una sublime “After Dark I Feel” – una delle canzoni preferite da chi scrive, con l’andamento cadenzato di una litania accorata e una chitarra ispiratissima – a ribadire le capacità di mescolare black, melodie, cupezza e maestosità. Non mancano le strizzatine d’occhio alle sperimentazioni più o meno elettroniche nella titletrack, probabilmente caldeggiate dal nuovo tastierista George Tolias, uso a quel tipo di sonorità al di fuori della band; non difettano neppure gli episodi più concitati, basti pensare a quella cavalcata indemoniata di “The World Made End”, in cui i bollori della prima era tornano a farsi sentire con prepotenza.
Spesso obnubilato dalla gloria di altri capitoli più fortunati e dal rivoluzionario predecessore, “Sleep Of The Angels” segna un punto d’arrivo ed insieme di ripartenza, è un disco cruciale perché permette ai Rotting Christ di mettere in moto (nuovamente) la ruota del cambiamento. Un piccolo, sottovalutato gioiellino.

TRACKLIST

  1. Cold Colours
  2. After Dark I Feel
  3. Victoriatus
  4. Der Perfekte Traum
  5. You My Flesh
  6. The World Made End
  7. Sleep the Sleep of Angels
  8. Delusions
  9. Imaginary Zone
  10. Thine Is the Kingdom
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