ROTTING CHRIST – Thy Mighty Contract

Pubblicato il 13/11/1993 da
voto
9.0
  • Band: ROTTING CHRIST
  • Durata: 00:37:22
  • Disponibile dal: 11/11/1993
  • Etichetta: Osmose Productions
  • Distributore:

Tra il 1991 ed il 1993 i Rotting Christ, fatta eccezione per due singoli – “Dawn Of The Iconoclast” e “Αποκαθήλωσις”, quest’ultimo uscito per inaugurare il contratto fresco di firma con l’Osmose Production – raccolgono le idee, provano, scrivono musica ininterrottamente, complice anche l’acquisizione dello Storm Studio da parte dei fratelli Tolis e di Jim. In realtà è come l’ultimo, lungo respiro prima del tuffo: c’è tanta attesa per il primo album dei greci dopo la curiosità suscitata dal demo e dall’EP; inoltre la firma per l’etichetta francese, che all’epoca deteneva uno dei roster più estremi in circolazione, crea ulteriori aspettative intorno alla band.
Ed infatti “Thy Mighty Contract” è un album seminale: crea un solco profondissimo nel black metal, mostrando una via diversa da quella prettamente glaciale e sacrilega conosciuta fino ad allora, un percorso fatto di rabbia muscolare e ferina, violenza sonora, riff velenosi e latrati rauchi. Ciascuno degli otto pezzi che compongono l’album è una perla incastonata in un diadema blasfemo: la staffilata iniziale del trittico “The Sign Of Evil Existence” – “Transform All Suffering Into Plagues” – “Fgmenth, Thy Gifth”in cui i turbolenti, ciechi sfoghi di Temis dietro la batteria fanno il paio con un riffing acuminato e scorticante, ci giunge a distanza di ventisei anni senza perdere un briciolo della propria carica infernale.
Ma accanto a questo ci sono anche le atmosfere rugginosamente sulfuree che le chitarre ricamano sopra tastiere da cripta sconsacrata, gli intermezzi invocativi (“Exiled Archangels”), l’abbaiare in growl di Sakis, i sublimi rallentamenti di “The Coronation of The Serpent”, magistralmente armonizzati, amalgamati come nere pennellate sulla tela. Il quadro che emerge è fosco e tremendamente affascinante come una stampa di Dorè; vi è, nelle note di canzoni come “His Sleeping Majesty”o la già citata “The Coronation…” appena una accenno a quella che, negli album successivi, diventerà un richiamo costante: la fascinazione per l’aspetto più malinconico e miltoniano di Lucifero, il sovvertimento dell’ordine cosmico, l’importanza di una ribellione che qui si manifesta tutta nella musica.
I trentasette minuti di questo disco sono l’alfa e l’omega della stoà greca del black metal: imprescindibili per il sound di tantissime band che verranno poi, magistrali nella loro spartana cattiveria, contribuiscono a plasmare un modo diverso di intendere l’estremo.

TRACKLIST

  1. The Sign Of Evil Existence
  2. Transform All Suffering Into Plagues
  3. Fgmenth, Thy Gifth
  4. His Sleeping Majesty
  5. Exiled Archangels
  6. Dive The Deepest Abyss
  7. The Coronation Of The Serpent
  8. The Fourth Knight Of Revelation
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