ROTTREVORE – Iniquitous

Pubblicato il 07/12/1993 da
voto
9.0
  • Band: ROTTREVORE
  • Durata: 00:37:59
  • Disponibile dal: 01/12/1993
  • Etichetta:
  • Drowned Productions

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Un gruppo come i Rottrevore è per certi versi il manifesto programmatico del vero underground americano e di quel genere di musica chiamato death metal. Una formazione affacciatasi per la prima volta sulle scene durante i cosiddetti anni d’oro ma che, vuoi per la mancanza dell’Earache o della Roadrunner di turno a spronarne le mosse, vuoi per una proposta effettivamente ‘difficile’ e agli antipodi del coinvolgimento immediato di Deicide, Obituary e compagnia floridiana, è stata pressoché dimenticata per lustri, sopravvivendo soltanto nel cuore e nelle orecchie di pochi maniaci del filone. Ci sono voluti il fenomeno revival old school e l’affermarsi di realtà come Undergang, Funebrarum e Disma – con la conseguente nascita di happening del calibro del Kill-Town Death Fest – per far sì che la band di North Charleroi, Pennsylvania, vedesse riconosciuti i propri meriti stilistici e cominciasse a raccogliere i frutti di questo magnifico debut album, ad oggi una delle opere più squisitamente heavy del settore e autentica miniera di spunti per gli autori di un “The Sleep of Morbid Dreams” o di un “Indhentet af Døden” (fra gli altri, dato che l’elenco potrebbe continuare per ore).
Pubblicato nel dicembre ’93 dalla minuscola Drowned Productions di Dave Rotten, “Iniquitous” fu al contempo punto di partenza e di fine per i Nostri, che condensarono nella quarantina di minuti di durata della tracklist l’esperienza maturata nei precedenti demo/EP salvo poi sciogliersi senza il minimo sussulto da parte del pubblico e della critica, quasi a voler rispettare scrupolosamente i canoni della categoria ‘cult band’. Cronistoria a parte, gli undici brani qui raccolti non possono non essere considerati come un attestato di sublime ignoranza e sorprendente ingegno (almeno rapportato alla tipologia di sound); un’escursione in una palude mefitica che però – alla stregua delle pietre miliari di Autopsy, Grave e Incantation – non finisce per impantanarsi in soluzioni inutilmente cavernose ma che, al contrario, riesce sempre a trasmettere l’energia e la carica provenienti da un’immane spinta interiore. E se l’influenza di un capolavoro d’Oltreoceano come “Into the Grave” è piuttosto palese, a partire dalle scelte sonore adottate, non si può certo dire che “Iniquitous” non dispensi carattere e personalità nel suo dare un significato inappuntabile alla definizione di ‘down-tuned death metal’. A partire dal growling abominevole del cantante/chitarrista Chris Weber, ogni cosa all’interno del disco assume connotati obesi, gravosi, asfissianti, senza però dimenticare elementi fondamentali all’ascolto quali brio e fluidità, oltre che qualche tecnicismo evidente soprattutto nei pattern di batteria (ben più intricati di quelli dei suddetti colleghi) e nell’andamento a tratti imprevedibile del guitar work, il quale arriva persino a dispensare assoli dal discreto gusto melodico.
L’alternanza di parti ultra groovy e possenti e assalti repentini balza all’orecchio fin dalla folgorante opener “Jesters of Recession”, e nei successivi episodi è portata in trionfo in una fiera della pesantezza capace di mozzare il fiato per il suo mix di soluzioni vincenti (ascoltate i primi novanta secondi di “Dismal Fate” per credere) e la sua ferocia primitiva, stabilendo i parametri di un’opera tanto semplice quanto intrigante, lungi dal risultare piatta o dall’esaurirsi nell’arco di poche fruizioni. Buona parte dei suoni old school dell’ultimo decennio passano inevitabilmente da qui.

TRACKLIST

  1. Jesters of Recession
  2. Ceased by Failure
  3. Spawn of Ignorance
  4. Unanimous Approval
  5. Dismal Fate
  6. Disembodied
  7. Incompetent Secondary
  8. Conspiracised
  9. Actions for Loss
  10. Crude Domination
  11. Unbeknownst (Outro)
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