RUNEMAGICK – Cycle Of The Dying Sun

Pubblicato il 25/10/2025 da
voto
7.0
  • Band: RUNEMAGICK
  • Durata: 01:07:25
  • Disponibile dal: 31/10/2025
  • Etichetta:
  • Hammerheart Records

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Recensire gruppi come i Runemagick nel 2025, dopo quindici album e trentacinque anni di carriera complessivi – intervallati da qualche pausa, in verità – potrebbe essere il lavoro più semplice del mondo. O il più difficile.
D’altronde, stiamo parlando di una band piuttosto prolifica e dedita ad un genere ben definito che nel tempo ha lasciato poche sorprese: se escludiamo gli inizi dove è possibile parlare anche di death metal, dopo il primo trittico di album e l’appropriazione artistica del progetto da parte di Niklas Rudolfsson, il doom essenziale – debitore dei primi Cathedral, dei vecchi Asphyx e in generale della scuola dei primi Novanta – è l’unica definizione coerente per definire il lungo percorso del progetto svedese.
Rudolfsson, dal 2017 in poi, ha rimesso in piedi la compagine svedese ed è ritornato in pista con tre dischi generalmente ben ricevuti, anche se senza particolari clamori.

“Cycle Of The Dying Sun” è il quarto e, fortunatamente per chi scrive, le novità ci sono. Chiariamoci, siamo sempre stati fan dei Runemagick fin dagli inizi, anche durante i periodi di inattività o le fasi in cui i dischi non hanno goduto di una distribuzione particolarmente florida. E’ altrettanto vero, però, che gli svedesi sono una di quelle band apparentemente eterne che vengono seguite anche solo per affetto e per valorizzarne la coerenza: musicalmente è abbastanza difficile trovare svolte, novità e particolari cambiamenti da un disco all’altro.
Come detto, “Cycle Of The Dying Sun”, invece, stavolta qualcosa azzarda, tra l’altro in vari punti. Prima di tutto, è un disco completamente composto, suonato e prodotto da Rudolfsson stesso, mentre fino a questo momento una parvenza di band c’era stata, almeno dal punto di vista esecutivo.
Oltre a questo, il doom solenne e lineare dei Runemagick – i cui insegnamenti sono stati portati avanti, in questi anni, da realtà più giovani come Hooded Menace o Solothus – stavolta si struttura sì su brani classici, come la lunghissima l’opener “Wyrd Unwoven”, ma poi sorprende con la successiva “Old Bones”, che si apre con un riff decisamente inusuale, almeno per le composizioni dei Nostri: meno funebre, questo brano si muove più in territori affini anche a certi My Dying Bride e utilizza un cantato non sempre in growl, per poi concludersi con l’inserto di voce femminile (che ricomparirà anche nell’atmosferica “Ashen Realms”).

La seguente “The Hollow Chant Of The Seer” richiama invece chiaramente Tom Warrior e i Celtic Frost, nella sua semplicità strutturale. Nel complesso infatti “Cycle Of The Dying Sun” è più vario del solito e guadagna ascolti nel tempo: certo, è un disco a conti fatti fin troppo lungo, con le ultime quattro bonus track a portare il minutaggio a quasi settanta minuti, in definitiva decisamente troppi.
Con il precedente album i Runemagick avevano optato per escludere il materiale in sovrabbondanza optando per farlo confluire su un EP (“Last Skull Of Humanity”), scelta secondo noi migliore di questa. In ogni caso, buon ritorno per Niklas, qui forse con il miglior episodio dalla ripartenza del 2017: un disco non clamoroso, ma sicuramente un prodotto su cui soffermarsi.

TRACKLIST

  1. Wyrd Unwoven
  2. Old Bones
  3. The Hollow Chant of the Seer
  4. 4The Runestone’s Lament
  5. Womb of the Veiled Sun
  6. Ashen Realms
  7. Spires of the Drowned Horizon
  8. Embers of the Unwritten Dawn (Part 1)
  9. Embers of the Unwritten Dawn (Part 2)
  10. Beneath the Solar Embers (Demo)
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