RUSH – Clockwork Angels

Pubblicato il 31/07/2012 da
voto
9.0
  • Band: RUSH
  • Durata: 01:06:04
  • Disponibile dal: 12/06/2012
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Definiti come la più grande cult band del mondo, i Rush fanno parte di quella categoria di artisti di classe superiore che resistono allo scorrere degli anni in modo incredibile. Con grande personalità hanno saputo variare il proprio stile, dando forma di volta in volta ad album dalle mille sfaccettature e dal sound sempre attuale, portando così alla loro corte numerosissimi fan di ogni generazione. Nel 2007 erano tornati con l’ottimo “Snakes & Arrows”, un disco abbastanza diretto e leggero, ricco di inserti acustici, molte sovraincisioni di chitarra e grandi aperture melodiche. Oggi il nuovo “Clockwork Angels” vede la band canadese alle prese per la prima volta con un concept. I testi a cura come sempre del batterista Neil Peart sono infatti incentrati sulla storia di un ragazzo che in un’ambientazione di tipo steampunk, spinto dai propri sogni, intraprende un viaggio tra mille avventure fantastiche, con la suggestiva figura dell’Orologiaio ad imporgli lo scorrere del tempo e la precisione della vita quitidiana. Un racconto elegante e metaforico i cui numerosi significati sono in parte accennati nel ricco booklet e tracciano le linee base anche per un romanzo scritto da Kevin J. Anderson. Musicalmente invece il lavoro appare più progressivo e complesso, al contempo duro e maggiormente incentrato sulla sezione ritmica rispetto al precedente. Dei suoni nitidi e potenti a cura di Nick Raskulinecz, con il basso di Geddy Lee molto in risalto, donano un groove incredibile ai brani più energici e in modo altrettanto efficace valorizzano anche i momenti più melodici e rilassati. Ne è un’esempio l’alternanza tra queste due anime nella opener “Caravan”, tanto coinvolgente nella sua strofa dal notevole tiro, quanto ariosa nella bella apertura del ritornello. La successiva “BU2B” è invece un vero capolavoro prog rock, un susseguirsi di linee vocali sognanti interpretate in maniera magistrale dalla voce cristallina di Geddy Lee e delicate melodie che, unitamente a evoluzioni batteristiche e finezze tecniche proprie del trio, donano all’ascoltatore cinque minuti di estasi. Difficile trovare un brano non all’altezza, sebbene qualche passaggio non sia molto scorrevole richieda più ascolti per essere ben assimilato. Notevoli “The Anarchist” con le sue bellissime aperture sul refrain, “Carnies” dal riffing iniziale sabbathiano e la lunga e progressiva titletrack che con le sue caleidoscopiche variazioni di atmosfere e umore è in grado di far viaggiare la mente e suscitare emozioni differenti. E se si parla di emozioni, non si possono non citare i brani più lenti, leggeri e atmosferici del lavoro. La semi acustica “Halo Effect” che ricorda quanto fatto dalla band su “Snakes & Arrows”; “The Wreckers” con un delicato tappeto di tastiere e un ritornello di grande presa, e infine “The Garden”. Quest’ultima è un lento con arrangiamenti sinfonici in cui, accanto a un bellissimo solo di Alex Lifeson, trova spazio un testo ecezionalmente profondo cantato con un progredire di linee vocali l’una più delicata ed espressiva dell’altra, il modo migliore con cui i Rush potessero chiudere un disco vario e particolareggiato come “Clockwork Angels”. Superfluo fare paragoni con il passato di questo fenomenale trio, quello che conta è che i Rush nel 2012, a quarant’anni di attività, sono ancora capaci di regalare composizioni che resteranno nella storia del rock progressivo e nel cuore dei loro numerosi e fedelissimi fan.

TRACKLIST

  1. Caravan
  2. BU2B
  3. Clockwork Angels
  4. The Anarchist
  5. Carnies
  6. Halo Effect
  7. Seven Cities of Gold
  8. The Wreckers
  9. Headlong Flight
  10. BU2B2
  11. Wish Them Well
  12. The Garden
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