RWAKE – Rest

Pubblicato il 19/10/2011 da
voto
6.5
  • Band: RWAKE
  • Durata: 00:52:47
  • Disponibile dal: 27/09/2011
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Masterpiece

L’ultima band “storica” rimasta nel roster della Relapse Records dei tempi d’oro torna in pista a quattro anni di distanza da quel “Voices Of Omens” che aveva messo i Rwake sulla mappa del migliore sludge metal del nuovo millennio. Il successore qui descritto, “Rest”, fin nel titolo evoca un profondo senso di rilassatezza e pacatezza da parte dei nostri, e il disco mostra la volontà della band di volersi risvegliare dal torpore di questi ultimi quattro anni di inattività per darsi una spolverata e una rinfrescata, piuttosto che rimettersi in pista del tutto e fiondarsi in un nuovo inizio, con traiettorie nuove o con un ipotetico slancio sul piano di nuove idee. La band ha dunque prestato grande attenzione ai suoni e agli arrangiamenti di questo nuovo album, nei quali si scorge nitidamente la innegabile progressione tecnica dei nostri ed una confidenza di rado mostrata prima nell’affrontare momenti più intricati e impegnativi, per aumentare pressochè ovunque il carico progressivo e pischedelico del lavoro. Le ritmiche insomma si raccolgono e si compattano, i tempi del lavoro si fanno più serrati e fluidi, facendo virare il sound dei Rwake più lontano dalle tipiche sonorità sludge, doom, noise e death-blues alle quali ci avevano abituati fino ad oggi. La band ha preferito controllare il feedback, armonizzare il proprio sound e riempire i vuoti di rumore con arrangiamenti veri e propri, suonati e strutturati, che di rado lasciano spazio a quel desiderio di disgustare e tormentare con il feedback, che i nostri mostravano durante il decennio scorso. I Rwake insomma sembrano aver misinterpretato la loro neo-acquisita progressione tecnica, e sembrano averla utilizzata più per disincrostare il proprio sound e per fare pulizie inutili un pò ovunque, creando più nitidezza e ordine all’interno delle loro strutture compositive, e indulgendo troppo in momenti eccessivamente ponderati invece di convogliare queste armi in più a disposizione per rinforzare la propria carica distruttriva e nichilista così dirompente agli esordi. A questo punto, la performance non certo da tenore (come è lecito e ovvio che sia nel campo dello sludge metal sudista) del vocalist C.T. stride maggiormente contro il suono più ripulito e aggraziato della sezione strumentale, e le varie pecche che costellano la prova del vocalist risultano ancora più evidenti e creano un generale senso di perdita di trazione. In generale, i Rwake sembrano aver voluto optare per una formula più prossima a quella dei primi Mastodon o dei Baroness, forse per non restare sempre uguali a se stessi a dimenarsi per il resto della loro carriera nella ripugnante pozza del southern sludge metal dalla quale sono emersi. Il tentativo, tutto sommato, è apprezzabile e in molti frangenti anche godibile e ben riuscito. Il problema però è che quel sound e quell’humus dal quale sono nati era la loro placenta, il loro cordone ombelicale, il loro giunto simbiontico che dava loro nutrimento e con il quale erano in sintonia quasi materna. Se i Rwake vogliono liberarsene dovranno anche inevitabilmente correre ai ripari e tappare i vari buchi che con “Rest” sono emersi per via di questa subdola ma apparente metamorfosi. Per ora un nulla di fatto, cosa che già di per sè non è certo un risultato eclatante, ma qualcosa è innegabilmente in atto. Promossi con riserva.

TRACKLIST

  1. Souls of the Sky
  2. It Was Beautiful But Now It's Sour
  3. An Invisible Thread
  4. The Culling
  5. Ti Progetto
  6. Was Only a Dream
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