S.O.D. – Speak English Or Die

Pubblicato il 19/07/2005 da
voto
9.0
  • Band: S.O.D.
  • Durata: 01:01:38
  • Disponibile dal: 01/04/2005
  • Etichetta: Megaforce Records
  • Distributore: Frontiers

Sono trascorsi vent’anni e si continua ancora, giustamente, a parlare dei S.O.D., uno dei progetti più pazzi e più apprezzati della storia metalcore. Difficile dare una definizione ora di quello che seppero fare i S.O.D. in questo album storico. Probabilmente si trattò del disco hardcore meno serio ma più pesante di sempre. Fatto e ideato da illustri thrasher. Non bisogna dimenticare infatti che nella formazione militavano Scott e Benante degli Anthrax, Lilker (ex Anthrax passato ai Nuclear Assault) e Billy Milano, semplicemente ‘il personaggio’ del periodo, capace di sorprendere e scatenare mille polemiche con i suoi M.O.D. Si tratta qui di brani tirati, chitarre dai suoni pompatissimi, testi irriverenti, goliardici e taglienti che suscitarono qualche reazione per i presunti contenuti politici intolleranti. “Speak English Or Die” è eloquente nel titolo come nel testo sul significato espresso, ma siamo poi certi che si possa prendere davvero seriamente un personaggio come Billy Milano? Ad ogni modo, per chi ancora non ha mai ascoltato questo, e questo soltanto, album dei S.O.D. (sul resto della discografia, reunion, ecc., è meglio sorvolare), bisogna cercare di descrivere la violenza di un album attuale e più violento di tanta roba harcore che esce ultimamente. Basti qui citare brani che non moriranno assolutamente mai: “Sargent ‘D’ And The S.O.D.”, “Kill Yourself”, la ridicola “Milano Mosh”, l’inno alla fratellanza di “United Forces”, la già citata titletrack, la tremendamente attuale “Fuck The Middle East” e la stupenda “Milk”. Ma non si possono dimenticare le ‘canzoni’ che durano due o tre secondi ma capaci di restare impresse, per la loro idiozia più che per altri motivi: su tutte “Hey Gordy!!” o Diamond And Rust”. In questa edizione c’è pure una porzione del concerto tenuto dalla band nel 1999 a Tokyo. Una dimostrazione che, anche tanti anni dopo l’exploit, i S.O.D. sono gente che dal vivo macina pesante e non potrebbe essere altrimentim, visti i musicisti che vi militano. Un album che non potrà essere colto al 100% da chi non ha vissuto l’uscita del cd tanti anni fa: altro clima, altri contesti allora arricchivano le uscite dell’epoca. Ma non importa, il metal mescolato all’hardocre newyorkese pesante non ha età per essere apprezzato pienamente. Per la ‘vecchia guardia’ invece, un’occasione di fare l’accoppiata vinile-cd se ancora questa dovesse mancare. Storia.

TRACKLIST

  1. march of the S.O.D.
  2. sargent 'D' and the S.O.D.
  3. kill yourself
  4. milano mosh
  5. speak english or die
  6. united forces
  7. chromatic death
  8. pi alpha nu
  9. anti-procrastination song
  10. what's that noise?
  11. freddy krueger
  12. milk
  13. pre-menstrual princess blues
  14. pussy whipped
  15. fist banging mania
  16. no turning back
  17. fuck the middle east
  18. douche crew ( D.C. )
  19. hey gordy!!
  20. the ballad of Jimi Hendrix
  21. Diamonds and rust (extended version)
  22. identity
  23. go
  24. March of the S.O.D./sargent 'D'
  25. kill yourself
  26. milano mosh
  27. speak english or die
  28. fuck the middle east/douche crew
  29. not/momo/taint/the camel boy/diamonds and rust/anti-procrastination song
  30. milk
  31. united forces
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