SABATON – Attero Dominatus

Pubblicato il 27/09/2006 da
voto
6.5
  • Band: SABATON
  • Durata: 00:40:59
  • Disponibile dal: 24/07/2006
  • Etichetta: Black Lodge
  • Distributore: Audioglobe

Niente di nuovo sotto il sole, ma il solito potente ed epico (pacchiano?) lavoro ad opera degli svedesi Sabaton. Questo è “Attero Dominatus”, nove canti di battaglia nuovi di zecca che si vanno aggiungere alla ormai folta serie di inni al power metal più intransigente che i nostri ormai ci consegnano con scadenza discontinua da ormai da sette anni. La prima domanda che ci era soggiunta anche con il precedente lavoro (“Primo Victoria”) è: ma chi sceglie i titoli degli album? Un malato di mente? Tralasciando quello, concentrandoci sulla track-list la domanda non cambia di una virgola: titoli come “Rise of Evil”, “Metal Crüe” o “Nuclear Attack” non possono che far sorridere, ma i Sabaton sono anche questo. Intransigenza pura, quindi, cromata del metallo più luccicante, quello che mischia HammerFall a Judas Priest per intenderci. L’opener “Attero Dominatus” è subito Sabaton al 100%, con i suoi cori ultra epici e le sue ritmiche incalzanti e cavalcanti, e anche una sensazione di deja-vù nel ritornello (ricorda troppo da vicino “Wishmaster” dei Nightwish) viene perdonata senza molti problemi. Poi è un alternarsi di mid-tempos e di heavy songs, orchestrate in modo ottimale al fine di non tediare eccessivamente l’ascoltatore, con pezzi da novanta come la cadenzata “Rise Of Evil”, la misteriosa “We Burn”, la rocciosa-melodica “Light In The Black” (echi di Savatage nell’aria) a mischiarsi a tracce invero abbastanza piatte come la già citata “Metal Crüe”, “Angels Calling” (troppo ostinata sulle galoppanti ritmiche chitarristiche e poco concentrata sulla resa generale) o la scontatissima “In The Name Of God”, troppo HammerFall per suonare quantomeno ascoltabile. L’impressione generale, quindi, è che la band svedese abbia consolidato un proprio stile, che pur palesando le proprie influenze sta delineando sempre di più la proposta dei nostri, che si trovano quindi perfettamente a proprio agio tra partiture fatte di cori epici e sonorità evocative. Se proprio dobbiamo rivolgere una critica ai Sabaton parleremmo proprio della voce, poco affascinante e tecnica se inserita in un contesto strumentale di tutto rispetto come quello dei Nostri. Se avete amato l’ultimo lavoro fate vostro anche questo “Attero Dominatus”, non ve ne pentirete.

TRACKLIST

  1. Attero Dominatus
  2. Nuclear Attack
  3. Rise Of Evil
  4. In The Name Of God
  5. We Burn
  6. Angels Calling
  7. Back In Control
  8. Light In The Black
  9. Metal Crüe
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