SABBAT – The Dwelling

Pubblicato il 05/06/1996 da
voto
8.0
  • Band: SABBAT (JP)
  • Durata: 00:59:49
  • Disponibile dal: -/06/1996
  • Etichetta:
  • Evil Records
Streaming non ancora disponibile

Quando una band che ha nel proprio passato alcuni titoli non proprio raffinatissimi come “The Devil’s Sperm Is Cold” o “Desecration” si mette a comporre un album di un solo brano della durata di un’ora, probabilmente non viene presa troppo sul serio: operazioni come questa, infatti, sono solitamente appannaggio di chi suona generi di tutt’altra natura, più ‘colti’, come il prog, o tendenti alla ripetizione, come un certo tipo di stoner/doom, e non del metal estremo tra il più grezzo e sgangherato in circolazione. Il disco che qui trattiamo appartiene con orgoglio a quest’ultima categoria, eppure non sfigura affatto accanto ad opere della medesima lunghezza, anzi, si può considerare uno dei picchi creativi dei Sabbat e del suo genere. Nati nel lontanissimo 1983 come Evil (adotteranno il moniker attuale l’anno successivo) e tuttora attivi, gli artisti di Kuwana ci hanno abituati ad una miriade di uscite mediamente di buona qualità e, per capire la loro importanza, si consideri che il loro vero e proprio disco d’esordio, “Envenom”, fu immesso sul mercato con ben otto anni di ritardo a causa di svariati problemi, altrimenti si sarebbe inserito di diritto nella prima ondata black.
Ma è il loro quinto full-length, “The Dwelling” del 1996, ad avere sicuramente qualcosa in più rispetto a tutto il resto della loro produzione: come già accennato, si tratta di un album composto da una sola traccia, dal titolo “The Melody Of Death Mask”, che nel suo lunghissimo svolgimento tratta argomenti oscuri come la morte, il dolore e la dannazione, con un linguaggio articolato, in una sorta di concept che lega, a livello tematico, le varie sezioni in cui il pezzo è suddiviso, mostrando delle doti di songwriting insospettate. Anche musicalmente, il grande merito della band giapponese è quello di variare continuamente, donando al brano una struttura complessa nella relativa semplicità di ciò che viene suonato: Gezol, cantante e bassista, si divide tra screaming, voci pulite ed inquietanti falsetti alla King Diamond; la batteria di Zorugelion è mostruosa nel cambiare ritmo senza mai dare eccessivamente nell’occhio; Temis, oltre ad un riffing continuo e massiccio, impreziosisce i brani con assoli di ottima fattura e con tastiere mai troppo invadenti ma importanti nell’economia del suono. Anche la produzione è perfettamente adatta allo scopo: non si può di certo definirla cristallina, ma è abbastanza pulita da non rovinare le singole prestazioni. Possiamo parlare di un miscuglio fra thrash, black e heavy metal contraddistinto da uno spirito che era quello di band come Venom o Bathory, tra ferocia, intransigenza, fanatismo ed assoluta dedizione che, con un pizzico di fortuna, sarebbe considerato come uno dei capisaldi del genere; la copertina, ingenua e feroce come si usava ai tempi, ne è la testimonianza più evidente.
E’ davvero un peccato che un piccolo gioiello come “The Dwelling” non abbia mai ottenuto ciò che avrebbe meritato.

TRACKLIST

  1. The Melody of Death Mask
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.