SACRED LEATHER – Keep The Fire Burning

Pubblicato il 09/12/2025 da
voto
8.0
  • Band: SACRED LEATHER
  • Durata: 00:40:15
  • Disponibile dal: 12/12/2025
  • Etichetta:
  • King Volume Records

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Senza girarci troppo intorno, è chiaro sin dal nome che i Sacred Leather si rivolgono ai più incalliti appassionati di heavy metal. Il secondo lavoro – a ben sette anni dall’esordio – raccoglie tutti gli elementi che un album heavy metal tradizionale deve possedere al giorno d’oggi: fedeltà filologica al periodo di riferimento, una buona personalità compositiva e solide capacità interpretative. “Keep The Fire Burning”, per fortuna, li possiede tutti e tre e sembra uscito dal biennio 1983-84, quando l’heavy metal d’Oltreoceano viaggiava con il piede schiacciato sull’acceleratore, con una furia che deflagrava in capolavori come “Violence & Force” degli Exciter o “Fistful Of Metal” degli Anthrax, aprendo la strada a un metal più articolato ma sempre aggressivo, violento ed energico che non dimenticava, però, l’importanza delle atmosfere di tastiere e chitarre armonizzate.

Fra le tante band cui associamo la potenza ‘nervosa’ del quartetto di Indianapolis, i primi  che vengono in mente – ma non gli unici, come vedremo – sono proprio gli Anthrax di Neil Turbin. Il merito è del cantante Dee Wratchild (al secolo Dustin Boltjes), batterista attivissimo nella scena di Indianapolis (già con Skeletonwitch e Wretch), che in questa sede troviamo impegnato solo dietro il microfono, per una performance da campione. Il timbro ricorda a volte il citato Turbin, altre volte quello di Udo, fino a momenti in cui emerge una rotondità più calda e controllata nelle linee vocali, con l’impostazione nasale ed un vibrato trattenuto che richiamano da vicino Don Dokken.

La varietà stilistica del cantato rispecchia quella musicale: l’heavy-speed metal che i Nostri adottano alla base della propria formula è temperato da atmosfere cupe, arpeggi in minore e sequenze di accordi che non celano la fascinazione per diverse colonne portanti dell’heavy metal statunitense. L’intro “Resurrection” e la successiva “Spitfire At Night”, per cominciare, tracciano le coordinate stilistiche dei brani immediatamente successivi: tappeti di assoli armonizzati, ritmi sostenuti e una voce incredibilmente devota allo speed metal a stelle e strisce, a metà tra Turbin e il primo Belladonna.

“Phantom Highway (Hell Is Comin’ Down)”, mette in scena un susseguirsi di assoli ad opera di Owens e St. Michaels, che riescono a superarsi rispetto all’esordio non solo per ferocia, ma anche per la capacità di costruire atmosfere cupe e opprimenti, mentre la splendida “Wake Me Up”, vira verso il sound dei Dokken e dei Ratt di “Invasion Of Your Privacy”. “Fallen Angel” rallenta il passo: hard and heavy dal ritmo medio, sapore fine anni Ottanta, con richiami ai Judas Priest di “Defenders Of The Faith”, mentre “Flatline” riprende alla perfezione lo stile delle ballad heavy metal americane di quel decennio. Il brano fa da intro per “Tear Out My Heart”, una power ballad da manuale, dove atmosfere post-apocalittiche e suburbane – quasi cinematografiche – regalano al secondo lavoro dei Sacred Leather ciò che serve a renderlo un piccolo cult contemporaneo. “Malevolent Eyes” e “Keep The Fire Burning” riaccendono i motori; la title-track, in particolare, richiama i Manowar per spirito guerresco e andamento, mentre i quasi sette minuti della conclusiva “Mistress Of The Sun” condensa tutte le atmosfere del disco per un manifesto di heavy metal che ricorda i Savatage di “Edge Of Thorns”. Il suo drumming raffinato e tonante, preciso sugli accenti e le chitarre sferzanti e cariche di feeling la rendono un piccolo capolavoro che nobilita ulteriormente l’intero lavoro.

Nonostante la lunga lista di influenze prese in prestito dall’enciclopedia dell’heavy metal americano, i Sacred Leather restano una band con un’identità chiara, viva, riconoscibile e “Keep The Fire Burning”, quasi in colpo di coda sul finire dell’anno, si piazza come uno dei migliori dischi heavy metal del 2025, confermando che l’underground è più vivo che mai e la sua fiamma, se alimentata bene, brucia ancora forte.

TRACKLIST

  1. Resurrection
  2. Spitfire at Night
  3. Phantom Highways (Hell Is Comin' Down)
  4. Wake Me Up
  5. Fallen Angel
  6. Flatline
  7. Tear Out My Heart
  8. Malevolent Eyes
  9. Keep the Fire Burning
  10. Mistress of the Sun
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