6.5
- Band: SACRED MOTHER TONGUE
- Durata: 00:47:08
- Disponibile dal: 01/04/2009
- Etichetta:
- Transcend Records
Diamo atto a questi debuttanti ragazzi inglesi riuniti sotto il monicker di Sacred Mother Tongue di essere riusciti dove in molti spesso falliscono: produrre un prodotto credibile pur non avendo la benché minima traccia di personalità nel proprio sound. Essendo al debutto discografico su lunga distanza si spera che con il tempo le cose migliorino sotto questo aspetto per i Sacred Mother Tongue, i quali per altro hanno dato una prova di carattere riuscendo ad imbastire un album di un certo spessore semplicemente eseguendo, ma alla lettera, l’ABC del metalcore. Bravi ‘esecutori’ insomma, ma al giorno d’oggi c’è chi non riesce nemmeno in questo, e quindi quanto dimostrato dai quattro ragazzi inglesi su questo “The Ruin Of Man” è più che sufficiente. Le ritmiche sono incalzanti e sufficientemente pesanti, la produzione è buona ed i suoni sono ben bilanciati, il cantante ha il classico timbro di voce che è richiesto per questo genere, nemmeno fosse un prodotto già preconfezionato. Ad esser preconfezionata potrebbe essere forse la voce, ma di certo essa stessa garantisce una buona riuscita. Ultima cosa da sottolineare, ma non per importanza, è la godibilità dei numerosi brani proposti che i Sacred Mother Tongue riescono a scodellare con disinvoltura, brani che godono di una sufficiente diversità di ritmiche e di una dinamicità rilevante, ma soprattutto hanno l’arma vincente nei ritornelli che si stampano subito in mente, talmente scontati che li conoscerete già prima ancora di aver finito di ascoltarli, accattivanti e melodici proprio come devono essere in questo genere che a volte sembra voler presentarsi come la versione ‘commerciale’ del metal. Una banalità così eccessiva come quella presente su questo album alla fine però paga, perché questo lavoro vi lascia qualcosa. I Sacred Mother Tongue sono il classico esempio di un gruppo che, se capace di suonare discrete canzoni così come un certo genere richiede, può non deludere anche se di idee proprio non ne possiede.
