SACRED STEEL – Heavy Metal Sacrifice

Pubblicato il 21/10/2016 da
voto
7.5
  • Band: SACRED STEEL
  • Durata: 00:48:48
  • Disponibile dal: 14/10/2016
  • Etichetta: Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

Da sempre una delle formazioni in grado di dividere nettamente il pubblico metallico, pur non raggiungendo mai gli onori delle grandi platee, i Sacred Steel arrivano all’invidiabile traguardo dei vent’anni di attività. Fin dal primo album, la band capitanata dall’istrionico cantante Gerrit Mutz è stata additata da una parte come la sublimazione di tutti i peggiori cliché del genere, dall’altra, invece, ha potuto godere del supporto di chi ha visto in loro un fiero e onesto esempio di credibilità e coerenza nei confronti della tradizione. Fatto sta che i Sacred Steel nel 2016 sono ancora agguerriti e, con la caparbietà di un toro lanciato alla carica, si sono scrollati di dosso ogni critica, macinando un album dopo l’altro e arrivando con questo “Heavy Metal Sacrifice” a confezionare uno dei loro lavori migliori. L’obiettivo, naturalmente, non viene raggiunto con chissà quali evoluzioni, ma semplicemente sparandoci in faccia una manciata di canzoni solidissime, potenti, incazzate e orgogliosamente classiche. Dopo la breve introduzione “Glory Ride”, i Sacred Steel mettono subito le carte in tavola con l’ottima title track, composizione epica e possente che funge un po’ da manifesto per tutto quello che verrà dopo. La formazione teutonica sciorina tutto il repertorio più classico e condensa quasi quarant’anni di tradizione metallica nelle successive dieci canzoni: abbiamo un midtempo roccioso e potente come “The Sign Of The Skull” che si alterna a una bordata veloce, cattiva e senza compromessi come “Hail The Godz Of War”. “Children Of The Sky” amalgama con efficacia il riffing di matrice thrash a quel gusto melodico trascinante e accattivante vicino al power metal; “The Dead Walk The Earth” sfodera un invidiabile groove con il suo ritornello coinvolgente, ma è con “Let There Be Steel” che il quintetto ci regala il suo picco, grazie ad una lunga composizione costruita ottimamente, che parte come un proclama in musica di puro metallo fumante ma sa regalare anche momenti di classe e raffinatezza sulla pregevole coda finale, dove i ritmi rallentano. Ci avviamo verso la conclusione e l’ultima sorpresa arriva con “Iron Donkey”, una scheggia di poco più di trenta secondi di durata dall’alto tasso alcolico, che ci riporta alla mente una drinking song à la Onkel Tom. Certo, qualcuno dirà che la voce di Mutz è fastidiosa, che la band non fa altro che riproporre degli stilemi ormai cristallizzati e immutabili, che siamo ancora testardamente attaccati alla retorica dell’acciaio, dei guerrieri, dei difensori della fede. Certo, in parte è così, non lo neghiamo, ma “Heavy Metal Sacrifice” rimane comunque un album solido e privo di cedimenti, nonché il modo migliore per celebrare il secondo decennio di attività di questi testardi, inarrestabili musicisti.

TRACKLIST

  1. Intro (Glory Ride)
  2. Heavy Metal Sacrifice
  3. The Sign Of The Skull
  4. Hail The Godz Of War
  5. Vulture Priest
  6. Children Of The Sky
  7. Let There Be Steel
  8. Chaos Unleashed
  9. The Dead Walk The Earth
  10. Beyond The Gates Of Nineveh
  11. Iron Donkey
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