SACRED STEEL – The Bloodshed Summoning

Pubblicato il 29/01/2013 da
voto
6.5
  • Band: SACRED STEEL
  • Durata: 01:00:57
  • Disponibile dal: 16/02/2013
  • Etichetta: Cruz Del Sur Music
  • Distributore: Audioglobe

Con chiaro intento provocatorio potremmo iniziare questa recensione parlando di “The Bloodshed Summoning”, debutto di una band di origine tedesca chiamata Sacred Steel. Nessun caso di omonimia, nessun refuso di stampa, stiamo proprio parlando di quegli stessi Sacred Steel che dal 1997 producono dischi con cadenza puntuale di due o tre anni tra un’uscita e la successiva, giungendo con questo “The Bloodshed Summoning” all’invidiabile traguardo dell’ottava fatica. Come mai debutto, allora? Abbiamo voluto usare questa forte introduzione perché, a conti fatti, il sound presente ora sul qui presente album ben poco ha a che fare con il true heavy metal classico del lontano esordio “Reborn In Steel”. Sono cambiate le tematiche, sono cambiate le sonorità, le influenze… e insieme sono mutate anche l’aggressività, l’uso delle melodie e la velocità di fondo. I Sacred Steel attuali, imboccando repentinamente un percorso che negli ultimi dischi stavano solo cautamente esplorando, si rivelano così saldamente ancorati sui binari del thrash classico, con lo sguardo rivolto principalmente a Kreator e Destruction, e anche con un occhio strizzato (ma solo un occhio) al thrash più caustico e rumorista degli Slayer. Ad onor del vero, segnaliamo subito che l’heavy metal che ha costituito buona parte della carta d’identità della band fino ad ora non è completamente scomparso, ma anche esso si è declinato su espressioni che prediligono una maggior cupezza ed una maggior aggressività sonora. Addio quindi all’epiteto di emuli dei Manowar che qualcuno aveva appioppato loro tempo addietro, e benvenute invece le atmosfere cupe, pesanti e forse un po’ troppo integraliste dei Pharaoh di Tim Aymar. Una bella sterzata sonora che, anche se da un lato ci era stata in qualche modo preannunciata dalle tendenze speed/thrashy degli ultimi due album, ma lo stesso ci sorprende ai primi ascolti, lasciandoci un po’ spiazzati. Dobbiamo però ammettere che col procedere della fruizione dell’album il nostro giudizio muta, e lo sconcerto si trasforma in una vaga forma di approvazione. In qualche modo, la nuova veste sembra rivelarsi subito ben cucita intorno alle forme dei Sacred Steel, e ben presto ci accorgiamo che, forse, il riffing così serrato è sempre appartenuto al DNA di questa band, così come il drumming dinamico in continua doppia cassa o le vocals strozzate à la Mille Petrozza. Dopo la prima, fallace, sensazione di trovarci davanti ad un’inedita riedizione di “Violent Revolution” dei Kreator, entra dunque la convinzione che forse questa strada per i Sacred Steel non sia del tutto sbagliata… grazie infatti all’opera di stemperamento e dilavamento dell’eccessiva durezza del thrash operata dagli inserti di heavy americano, riusciamo a venire in possesso di un prodotto comunque interessante, in grado di soddisfare i fan dell’heavy metal, ma anche di saziare la sete che alcuni hanno per qualcosa di più pesante. “The Blodshed Summonig” ci mostra dunque il nuovo volto di una vecchia band, sta a ciascun ascoltatore decidere se e in quale misura apprezzare il cambiamento operato. Dal canto nostro, noi riconosciamo in una larga sufficienza il valore di un buon disco di thrash metal, non particolarmente innovativo, suonato però con manifesta perizia e vigore.

TRACKLIST

  1. Storm Of Fire 1916
  2. No God/No Religion
  3. When The Siren Calls
  4. The Darkness Of Angels
  5. The Bloodshed Summoning
  6. Under The Banner Of Blasphemy
  7. Black Towers
  8. Crypt Of The Fallen
  9. The Night They Came To Kill
  10. Join The Congregation
  11. Journey Into Purgatory
  12. Doomed To Eternal Hell
  13. Perversions Of The Scriptures
  14. Unbinding The Chains
  15. Dig up Her Bones (Misfits Cover)
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