SADIST – Sadist

Pubblicato il 24/04/2007 da
voto
7.5
  • Band: SADIST
  • Durata: 00:44:54
  • Disponibile dal: /04/2007
  • Etichetta: Beyond Productions
  • Distributore: Masterpiece

Correva l’anno 1993 ed il sottoscritto, allora appena diciottenne e totalmente devoto al metallo britannico e a stelle e strisce, fu folgorato sulla via di Damasco dall’incontro con una band proveniente addiritura dall’Italia… tali Sadist. ”Above The Light” e, successivamente, “Tribe”, sono stati la scintilla che ha fatto scoprire a chi scrive che anche a casa propria esisteva una scena metal, magari acerba ed ingenua ma assolutamente genuina e capace di offrire band quali Necrodeath, Schizo e Bulldozer tra gli altri. Discutendone con altra gente è venuto fuori che sono stati molti a fare questo percorso iniziatico: tutto ciò per far capire l’importanza di una band che torna alla ribalta dopo anni di oblio, dopo quel “Lego” che non era stato un degno addio per un gruppo costantemente alla ricerca di una sonorità il più personale possibile. Questo “Sadist” è un album che non sfigura di certo davanti ai capolavori del passato e riesce a mantenere intatta la magia della musica dei Sadist, con qualche novità e un’evoluzione che non si è fermata con la band. Ai tempi i ragazzi erano senza ombra di dubbio dei maestri del death progressivo e tecnico, ricordando Death, Pestilence, Cynic e soprattutto Atheist: oggi li ritroviamo ancora legati a quelle sonorità, ma con aggiunta di partiture progressive a volte forse troppo accentuate e, se si esclude la cattivissima voce di Trevor, lontane dalla componente death. Fatto sta che i Sadist di oggi, guidati come sempre da Tommy Talamanca, con Trevor dietro il microfono, Alessio alla batteria e Andy al basso, riescono ancora a stupire per dei passaggi strumentali estremamente articolati e delle strutture ritmiche contorte e a volte quasi jazzate. Certo, come già detto ci sono episodi nei quali la componente death non è presente in maniera preponderante, come ad esempio “Tearing Away”, comunque eccellente, o la successiva strumentale “Kopto”, guidata con mano sicura da Tommy, che regala momenti di vera delizia sia agli amanti della sei corde che a quelli dei tasti d’avorio e che fa tornare con la mente alla sontuosa “From Bellatrix To Betelgeuse”, presente in “Tribe”. I ragazzi hanno poi aggiunto al proprio sound un flavour medio-orientale che purtroppo resta marginalizzato in pochi momenti, quali l’intro e in alcuni break di “Excited And Desirous”. Graditissimo ritorno quindi di uno dei gruppi più influenti dei Nineties, ancora in grado di proporre materiale all’altezza della propria fama, per nostra fortuna. Ovviamente il consiglio più accorato è quello di acquistare subito l’album e, se ancora non è stato fatto, provvedere anche al reperimento dei primi due lavori, peraltro recentemente ristampati. Ora non ci resta che sperare nel ritorno degli Atheist e dei Pestilence, affinchè il godimento sia completo.

TRACKLIST

  1. Jagriti
  2. One Thousand Memories
  3. I Feel You Climb
  4. Embracing The Form Of Life
  5. Tearing Away
  6. Kopto
  7. Excited And Desirous
  8. Different Melodies
  9. Invisible
  10. Hope To Be Deaf
  11. Sadist
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