7.0
- Band: SAHG
- Durata: 00:48:26
- Disponibile dal: 01/03/2006
- Etichetta:
- Regain Records
- Distributore: Self
La Regain Records è una label in crescita esponenziale, nonchè unadelle più eterodosse in ambito metal: accanto a nomi storici qualiCandlemass, Dismember, Dark Funeral e Overkill, cerca di far cresceregiovani talenti del calibro dei qui presenti Sahg. La band arriva daBergen, patria del conte Burzum, e alcuni membri hanno suonato neiGorgoroth. Se pensate quindi che i ragazzi suonino black siete fuoristrada: quello che il quartetto ci propone è uno stoner doom di buonaqualità che ha nel proprio DNA geni di Grand Magus, Monster Magnet ePentagram, oltre agli immancabili Black Sabbath. Sbaglia però chi vuolecercare di accostare i Sahg alla band di Ozzy, in quanto i nostrisuonano decisamente più moderni e stonati. Questo “I” è l’esordio deinorvegesi e, se non fosse per alcuni passaggi a vuoto, saremo qui aparlare dell’album in termini entusiastici. Basta ad esempio ilcapolavoro “The Executioner Undead” a mandare in visibilio, grazie aduna capacità di sintesi che è difficile da trovare nella scena stoner.Il singer Olav Iversen dà il meglio di sè in questo frangente, mentrela sezione ritmica composta da Tom Cato Visnes al basso e Einar Selvikalla batteria è da cardiopalma. Altri brani piuttosto buoni sono”Repent” e “Soul Exile”, classici stoner doom grassi e condottimagistralmente dal singer, dall’ugola piuttosto simile a quella delgrande JB (Grand magus, Spiritual Beggars). Purtroppo però alcuniepisodi non riescono a colpire come dovrebbero, ad esempio “GodlessFaith”, troppo melodica e poco incisiva o la conclusiva “BlackPassage”, dove la band indulge un po’ troppo sugli stessi riff,risultando ripetitiva. Buon esordio comunque, con più pro che contro,da ascoltare con un fusto di birra accanto allo stereo. Attenzione, inambito stoner i Sahg potrebbero davvero diventare una grande band, nonperdeteli di vista.
