SAILING TO NOWHERE – To The Unknown

Pubblicato il 04/11/2015 da
voto
7.0
  • Band: SAILING TO NOWHERE
  • Durata: 00:46:07
  • Disponibile dal: 16/10/2015
  • Etichetta: Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

Giovani, entusiasti e di belle speranze. Così vi riassumiamo i sei ragazzi dei Sailing To Nowhere, power metal band capitolina formata nel 2013 e alle prese ora col rilascio del primo album. Un debutto come dicevamo davvero foriero di belle speranze: pur non essendo da subito un prodotto perfetto o in grado di competere ad armi pari con i ‘signori’ del genere, è comunque un disco già di per sé più che godibile e rivelante in alcuni passaggi anche interessanti indizi per un futuro più che roseo. Andiamo però con ordine e cominciamo ad inquadrarvi stilisticamente la proposta del sestetto: sicuramente, come detto in apertura, possiamo parlare di power metal melodico, ma di quello raffinato e venato di prog alla Labyrinth e Angra, non tanto di quello neoclassico alla Stratovarius o tradizionale alla Helloween. La velocità dei singoli brani è in effetti sensibilmente più bassa di quanto si potrebbe immaginare pensando a quel tipo di power, ed evocativi e epici mid tempo prendono spesso e volentieri il posto delle classiche ‘cavalcate’ power che tanto appartengono alle due band appena citati. Pure il classico impatto proprio del power qui viene forse un po’ sacrificato, sull’altare però di melodie davvero ben definite e di arrangiamenti molto raffinati; non è infatti raro sentire sia su passaggi arrembanti come “Big Fire” che melodici come “Lovers On Planet Earth” le chitarre perdere apparentemente di importanza, sostituite però dalle preziose tastiere della brava Livia Capozzi, ora non più in line-up e sostituita dalla più nota Valentina De Iuliis (ex Belladonna). Il punto forte però di questa elegante e raffinata proposta risultano senza dubbio le linee melodiche: piacevoli e trascinanti, su ogni brano sono declinate su ben due registri vocali, quello caldo e potente di Marco Palazzi (ex Kaledon) e quello misterioso e interpretativo della bella Veronica Bultrini. Prendendo spunto apparentemente sia dalle melodie degli Angra (senza però essere così acuti) che da quelle dei Blind Guardian (senza però essere così power), sono proprio le tracce affidate ai due cantanti a colpirci maggiormente l’attenzione, riuscendo a scavarsi ognuna un posto nella nostra testa. Qualitativamente l’album mostra una preparazione, una bravura e una motivazione davvero lodevoli, tali da indurci a mettere in secondo piano il fattore originalità, elemento, questo, sul quale i Sailing To Nowhere hanno certamente da lavorare. Ma, come dicevamo, per una volta non ci importa: che sia l’emozionante sezione bridge-ritornello dell’opener “No Dreams In My Night” o le calde suggestioni provenienti dai pezzi più tranquilli come “Fallen Angel” o la già citata “Lovers On Planet Earth”, i Sailing To Nowhere mostrano di avere sempre almeno un trucco o un’arma per farsi apprezzare, se non addirittura per stupire, l’ascoltatore. Come dicevamo in partenza: i sei di Roma sono una band di belle speranze. Se la loro latente personalità verrà sbozzata meglio nel giro di un paio di lavori, questo modo di alternare il cantato di Palazzi con quello della Buldrini potrà anche fare diversi proseliti tra gli amanti delle sonorità più levigate e colte. Diciamo che per ora è tutto in mano loro: consigliamo alla band di godersi i meritati complimenti per questo lavoro, e dopo di rimboccarsi le maniche, dandoci la conferma definitiva che il sette che trovate in calce era veramente meritato.

TRACKLIST

  1. No Dreams In My Night
  2. Big Fire
  3. Fallen Angel
  4. Lovers On Planet Earth
  5. You Won’t Dare
  6. Strange Dimension
  7. Sailing To Nowhere
  8. Sweet Rain
  9. Left Outside Alone (Anastasia cover)
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