SAILLE – Eldritch

Pubblicato il 18/12/2014 da
voto
7.0
  • Band: SAILLE
  • Durata: 00:55:49
  • Disponibile dal: 11/11/2014
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

Più Naglfar, meno Dimmu Borgir. Questa la chiave di volta per comprendere l’ultima prova sulla lunga distanza (la terza in quattro anni) dei black metaller Saille, che dopo averci abituato a cospicue dosi di tastiere nel corso dei precedenti “Irreversible Decay” e “Ritu” optano per un parziale rinnovamento del loro sound, supportati come sempre dalla nostrana Code666. Se fino a poco tempo fa, infatti, il metro di paragone del sestetto poteva essere individuato nei norvegesi del periodo “Stormblåst”/“Enthrone Darkness Triumphant”, oggi i primi nomi che vengono alla mente ascoltando “Eldritch” sono quelli di formazioni appartenenti alla mitica scena black/death svedese, con orchestrazioni e parentesi barocche sacrificate sull’altare della violenza e della malvagità tout court. Un cambio di rotta intuibile già dal tetro artwork di copertina e dai testi, ispirati ai racconti di maestri dell’horror come Edgar Allan Poe, Robert W. Charles e H.P. Lovecraft, ma che si concretizza pienamente soltanto quando l’opener “Emerald”, dopo una partenza interlocutoria e controllata, esplode in tutta la sua velenosità dalle casse, trascinata dallo screaming ferale del frontman Dennie Grondelaers e dall’implacabile lavoro della coppia d’asce, che tra rasoiate al fulmicotone, intrecci serratissimi e melodie luciferine sembra ricalcare quello di dischi come “Diabolical” o “The Secrets Of The Black Arts”. Anche alla luce di questa nuova veste, il songwriting dell’ensemble belga si conferma comunque elegante e concreto, come dimostrato esemplarmente dalla successiva “Walpurgis” (ipotetico punto di incontro fra il tocco glaciale dei Dark Funeral e quello ampolloso di Silenoz e Shagrath) e soprattutto dall’ottima “Cold War”, brano-principe del platter che con le sue tastiere spettrali, i suoi arpeggi e le sue sfuriate strabordanti di pathos vale tranquillamente mezzo punto in più sul voto riportato in calce. In attesa del nuovo Carach Angren, previsto per i primi mesi del 2015, i die-hard fan di certo black metal sinfonico e melodico avranno di che divertirsi.

TRACKLIST

  1. Emerald
  2. Walpurgis
  3. The Great God Pan
  4. Aklo
  5. Cold War
  6. Eater Of Worlds
  7. Red Death
  8. Dagon
  9. Carcosa
1 commento
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