SAILLE – V

Pubblicato il 07/04/2021 da
voto
6.5
  • Band: SAILLE
  • Durata: 00:46:09
  • Disponibile dal: 09/04/2021
  • Etichetta:
  • Black Lion Records

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I Saille sono tornati, sono tornati sulla scena con il nuovo frontman olandese Jesse Peetoom (DunkelNacht, Evil Oath, Morvigor). Il cantante, grazie alle sue doti vocali ed un invidiabile carisma, sembra aver risvegliato un vulcano assopito ma pur sempre attivo. La band, infatti, in dodici anni di carriera non si è mai arenata su aridi e lunghi silenzi riuscendo così, in questo 2021, a pubblicare la loro quinta fatica intitolata “V”.
Ormai da tempo i Nostri hanno prosciugato quella vena sinfonica che ha contraddistinto i primi lavori a favore di un sound più solido, annegato nel magma ribollente del death e black. La violenza sfarzosa di “V” si compiace dinanzi al proprio riflesso mutevole: le ritmiche martellanti e distruttive si forgiano su sezioni di melodie spasmodiche. Il manto denso delle percussioni viene spesso lacerato da schegge sonore generate dai riff contundenti delle chitarre che infliggono, a ciascuna traccia, una ferita piacevolmente dolorosa. Ciò che ne consegue è un’intrigante architettura compositiva, libera da qualsiasi canone, che increspa la superficie di ogni singolo brano donandogli dinamicità. Il labirintico album è inoltre circondato da un’aurea epica che, come un fuoco fatuo, illumina flebilmente il percorso tracciato dai Saille. La volubilità di “Suffering Sanctuary”, dipinta con la furia del pennello e la precisione della matita, si imbatte nel delirio assillante di “Fetid Flesh” che scardina le porte della quiete. Il black trascinante di “Charnel Chamber”, come una nube nera, si contrappone alla luce gotica di “Loathsome Legacy” nella quale riaffiorano similitudini sonore che risvegliano la creatura Septicflesh. Man mano che si va avanti, l’album assume contorni più brutali che definiscono la nitidezza dei propri tratti somatici. Nei minuti di “Baleful Beauty” scrosciano dense chitarre che si avvicendano tra loro sfociando poi in un buon assolo, “Terror Tapestry” è la trasfigurazione di un volto sonoro impetuoso, capace di spegnere in un sol soffio tutti i lumi della ragione. Il growl granitico di Jesse Peetoom si incastra perfettamente nel meccanismo di “V”, ingigantendo gli ingranaggi di un disco di per sé massiccio che racconta storie raccapriccianti alleggerite da un pungente sarcasmo.
Per quanto ogni singolo brano sia ben calibrato, si arriva alla fine dell’album leggermente stanchi, a cedere è la concentrazione. Ci si ritrova come uno scalatore che perde la presa a pochi metri dalla cima in cerca di un nuovo appiglio: a mancare è un imprevisto estemporaneo in grado di cambiare per un attimo il registro sonoro che, seppur imponente, alla lunga risulta troppo prevedibile.
Nonostante il difficile momento che accomuna tutti noi e le piccole scosse di assestamento che hanno colpito la band, i Saille dimostrano di saper nutrire la creatura metal con buone dosi di sana ferocia che, da qualche anno a questa parte, hanno saputo affinare con ottimi ingredienti.

TRACKLIST

  1. Suffering Sanctuary (parts 1, 2, 3)
  2. Fetid Flesh
  3. Charnel Chamber
  4. Loathsome Legacy
  5. Empty Expanse
  6. Baleful Beauty
  7. Terror Tapestry
  8. Mirror Motions [Bonus Track]
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