SALTATIO MORTIS – Das Schwarze Einmaleins

Pubblicato il 03/10/2013 da
voto
5.5
  • Band: SALTATIO MORTIS
  • Durata: 00:50:07
  • Disponibile dal: 16/08/2013
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Mittelalter metal. Già il nome del genere fa capire che ci troviamo davanti ad  una band (e ad un disco) di impronta smaccatamente tedesca. Sulla scia di band come In Extremo e Subway To Sally, è spuntato un folto numero di gruppi, tra cui i Saltatio Mortis. Il loro ultimo “Das Schwarze Einmaleins” mescola il sound tipico della compagine teutonica ad influenze che variano dal gothic al pop, strizzando l’occhio a certi ritmi e a certe progressioni care alla musica tradizionale tedesca, da “Wachstum Uber Alles” che ricalca l’inno nazionale della Germania, a “Der Kuss”, dal tiro decisamente metal. Alea der Bescheidene, con il suo cantato carismatico e camaleontico, tiene sempre alto il livello del disco e le melodie a cui accennavamo hanno aiutato “Das Schwarze Einmaleins” ad ottenere ottimi risultati di vendita, in patria, pur risultando uno dei lavori meno convincenti dei Saltatio Mortis: i tredici pezzi che compongono questo disco hanno pochi momenti davvero ispirati (“IX” e “Abrakadabra”, su tutti), mentre – per il resto – strizzano l’occhio a melodie facili e catchy che, in qualche modo, sminuiscono la proposta della band che è sempre stata di un certo livello “culturale”. Questo porta, spesso, ad un’atmosfera da sala da ballo tedesca, per non dire da birreria; mancano le tinte cupe dei Subway To Sally ed il sound heavy degli In Extremo; il tentativo dei Saltatio Mortis di avvicinarsi al gotha dei mittelalter metal, premiato da un successo repentino ma poco duraturo, sembra fallire abbastanza miseramente, rivelandoci una band furbetta ma poco ispirata che sceglie la via più semplice, cavalcando l’onda di un genere molto amato in patria ma che riesce a “sfondare” i confini della Germania solo (ed in misura minore) con gli In Extremo. Purtroppo la vena compositiva di Alea e compagni sembra essersi esaurita da un po’ ed i tempi di “Aus Der Asche” sembrano, ormai, lontanissimi. Se siete dei fan del genere e della band, forse questo disco potrebbe anche piacervi, ma resta comunque in una tiepida mediocrità sia rispetto alla produzione della band che al genere in se stesso. Se volete, invece, avvicinarvi a questo genere che, probabilmente, merita attenzione anche fuori dai confini natii, allora evitate questo disco come la peste: ci sono ottimi lavori di questa particolare corrente musicale che riescono a creare suggestioni coinvolgenti e realmente medievali, unendo il tutto a rock e metal. Qua, invece, regna più un’ atmosfera quasi da sagra di paese, da balera.

TRACKLIST

  1. Früher War Alles besser
  2. Wachstum Über alles
  3. Krieg Kennt Keine Sieger
  4. Der Kuss
  5. My Bonnie Mary
  6. Sandmann
  7. Satans Fall
  8. Idol
  9. IX
  10. Galgenballade
  11. Abrakadabra
  12. Nur Ein Traum
  13. Randnotiz
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