SARCATOR – Alkahest

Pubblicato il 15/10/2022 da
voto
5.5
  • Band: SARCATOR
  • Durata: 00:58:37
  • Disponibile dal: 21/10/2022
  • Etichetta:
  • Black Lion Records

Se il nome di questi giovani svedesi suona un po’ strano e non particolarmente attraente, lo dobbiamo alla velleità – decisamente ‘studentesca’ – di contrarre due delle ispirazioni della band: Sarcofago e Kreator, et voilà i Sarcator. Insomma, non siamo qua a giudicare i moniker, ma quanto meno l’operazione ci dà un’idea sul tipo di metal al quale ci stiamo approcciando mettendo play ad “Alkahest”.
Le influenze tedesche ci sono tutte, anche se non manca qualche classica reminiscenza dei Metallica (basti ascoltare la strumentale “Sorrow’s Verse”, con le dovute proporzioni) e thrash americano in generale; va anche detto che la band ci mette poco a disattendere i fuochi d’artificio promessi: se il primo brano del disco, “Ascend”, preme sull’acceleratore e gioca con intrecci e ripartenze e qualche buon riff, dal secondo brano in poi c’è come una mutazione verso un suono vagamente più rallentato, mischiando un thrash abbastanza innocuo con un modo di fare che ci ha ricordato non poco i Tribulation. Strana commistione, forse figlia di un fuoco bruciante all’interno dei giovani metallari svedesi (stiamo parlando di ragazzi di venti/ventidue anni). Insomma la promessa di brutalità a tutti i costi viene mitigata da influenze ancora molto forti (“Dreameater” ricorda molto da vicino i Megadeth di “Rust In Peace”, a dirne una) e, a parte il già citato primo brano, si viaggia su tempi piuttosto tranquilli per tutto la durata dell’ascolto, andando forse anche a perdersi un po’ in alcuni tentativi di stupire l’ascoltatore mostrando le varie influenze – tra cui forse facile notare anche i The Crown, visto che Mateo Tervonen, chitarra e voce dei Sarcator, è figlio del chitarrista di questi, Marko, e la cosa ci fa pensare che forse qualche buon aggancio per arrivare sul mercato i Sarcator l’hanno avuto. In definitiva, un disco confezionato con delle buone intenzioni e qualche passaggio costruito discretamente, ma ancora troppo acerbo e influenzato da altri per interessare davvero.

TRACKLIST

  1. Ascend
  2. Perdition's Hand
  3. Grave Maggot Future
  4. Dreameater
  5. The Long Lost
  6. He Who Comes from the Dark
  7. Devil Sun
  8. Sorrow's Verse
  9. Alkahest
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