7.0
- Band: SARCATOR
- Durata: 00:44:02
- Disponibile dal: 17/01/2025
- Etichetta:
- Century Media Records
Avevamo lasciato i Sarcator al loro secondo disco, “Alkahest”, un lavoro francamente acerbo, pieno di buone intenzioni ma che mancava in risolutezza, con brani secondo noi (anche troppo) carichi di tentativi e di entusiasmo, ma di fatto manchevoli di una vera e propria scrittura compiuta. Non abbiamo cambiato idea su “Alkahest”, ma ci fa piacere notare come i Sarcator siano arrivati con un terzo album che sembra aver superato l’aria ‘studentesca’, che sembrava permeare la musica degli svedesi, con un salto in avanti notevole.
Questo nuovo “Swarming Angels & Flies”, in uscita per Century Media, è una grintosa mistura di thrash metal vagamente sporcato di black, e ci mostra un gruppo, capitanato da Mateo Tervonen (figlio del Tervonen dei The Crown), cresciuto nei due anni che ci separano dal precedente lavoro.
Se non altro l’impressione è che si sia capito bene cosa si vuole suonare, ci sia concentrati sulla musica propria e non sul riproporre quella degli altri, portando a compimento un dischetto ruspante sulla scia di nomi quali Hellripper, Deströyer 666, ma anche nomi più tradizionali, soprattutto nei momenti più cadenzati (come la buona title-track, che ricorda in più punti una commistione di thrash di fine anni ‘80 sia americano che europeo), non senza una reminiscenza delle radici degli ascolti dei musicisti, prettamente thrash (nomi come Sadus, Kreator, Sodom, ci sembrano spuntar fuori qua e là).
In generale i Sarcator sono riusciti ad affinare una formula melodica ben tangibile, facilmente memorizzabile, pur non andando a discapito di un’irruenza piuttosto marcata. Brani come “The Deep End”, o “The Undercurrent” sono dei buoni esempi di questo equilibrio, ed impreziosiscono l’album.
Stiamo parlando di un miracolo? No, per carità, ci sono ancora momenti che sembrano un po’ ingenui (“Closure”, strumentale un po’ presuntuosa, quasi rock, sembra messa lì più per far vedere il proprio estro, disorientando un po’ nell’ascolto e risultando francamente ripetitiva), qualche passaggio che si poteva limare (come succede nella conclusiva “Unto Sepulchres”, che avremmo preferito più dritta al punto) ed un certo scarto qualitativo tra la prima e la seconda metà dell’album.
In generale, i pezzi sono sì buoni, ma ancora abbastanza codificati verso la proposta di stilemi già proposti da altre formazioni. La band, però, sembra sulla strada giusta:“Swarming Angels & Flies” risulta quindi ascoltabile e godibile.
