SARKE – Endo Feight

Pubblicato il 18/06/2024 da
voto
7.5
  • Band: SARKE
  • Durata: 00:36:55
  • Disponibile dal: 21/06/2024
  • Etichetta:
  • Soulseller Records

E sono otto. Con “Endo Feight” i Sarke si ripresentano a noi per l’ottavo album, portando fieramente avanti una storia artistica che sembra svilupparsi con irrisoria facilità, alla luce di quantità e qualità della musica proposta. A interpretarla dall’esterno, sembrerebbe quasi che il bassista dei Khold – colui che dà il nome alla band – e Nocturno Culto – cantante fin dal disco d’esordio – abbiano trovato la formula per lavorare come una brillante industria del metal, così da poter applicare ritmi serrati alla propria arte e sfornare qualcosa di nuovo in tempi stretti. Insomma, è difficile che questi esperti musicisti norvegesi si facciano attendere a lungo.
Attraverso un percorso di arricchimento e raffinamento di una formula metal dai riferimenti tradizionalisti, sia classici che estremi, i Sarke erano giunti all’apice della loro ispirazione proprio con l’ultimo “Allsighr”, proseguendo la commistione di spigolosità extreme e classic metal con il progressive rock avviata nel corso di “Gastwerso”. Da qui, calamitando una certa eleganza e magia intangibile in un suono prima più ruvido ed essenziale, i Sarke hanno svoltato, alzando il tiro rispetto ai già ottimi dischi pubblicati in precedenza.
“Endo Feight” ha allora il compito di tenere fede ad aspettative fattesi molto elevate. Lo fa dando nuovamente quell’impressione di meraviglia e fiera pomposità che traspariva da “Allsighr”. La presenza di tastiere sospiranti e maestose schiude le porte di regni incantati e metafisici, spingendo alla maestosità e alla mistica una musica che, in partenza, sarebbe pragmaticamente terrena.
Togliendo l’ampio e stratificato corredo tastieristico, chitarre e ritmiche si prodigano in partiture non particolarmente elaborate, ma sempre autorevoli e ficcanti, dosando un black-thrash a marce ridotte sporcato di doom, epic e classic metal. Qualcosa di sospeso in una dimensione fuori dal tempo, tra Bathory, Celtic Frost e i Darkthrone odierni.
È la vena malinconica e soffusa a farsi notare particolarmente in questa occasione, con gli arpeggiati e i toni meditabondi, un po’ dark, di una “Lost”, dove troviamo Nocturno Culto in una veste da incantatore, alle prese con vocalizzi lontani dalla sua abituale asprezza.
L’avvicinamento al progressive/hard rock sporcato di estremismo – più per la voce che per tutto il resto, a ben sentire – si fa ben più che un sospetto, traghettato da arie bathoryane applicate a un riffing settantiano/primi anni’80, come efficacemente accade in “Abyssal Echoes”. Anche qui, arpeggiati e melodie crepuscolari danno un tono pacato, alternandosi a momenti di maggior irruenza, ma mai apertamente violenti.
Se negli episodi passati della discografia era un taglio catchy piuttosto pronunciato a catturare quasi istantaneamente, “Endo Feight” si mostra (relativamente) più ermetico, dosando le emozioni con maggiore parsimonia, tra tempi sospesi e un ruminare di chitarre che mira più a creare elusiva tensione, invece che aggressione coinvolgente. Una musica di chiaroscuri e carica di pathos, con cadenze mai difficili da seguire, eppure sfuggente in alcuni suoi tratti: il felice incontro di epos, barbarie e barocchismi prog di “I Destroyed The Cosmos” è qui a testimoniarcelo.
Quando c’è da colpire duro e senza troppi preamboli, i Sarke sanno ancora farlo (le sfuriate black-thrash old-school di “In Total Allegiance”); il cuore del disco sembra però stare altrove e riflette un lato della personalità dei suoi autori finora apprezzato in modo ridotto. Grossomodo, il giudizio ricalca quello per “Gastwerso” e “Allsighr”, rimanendo appena un gradino sotto quest’ultimo; questione di dettagli: in “Allsighr” la qualità di scrittura rimaneva sempre ai massimi livelli, in “Endo Feight” non tutto irretisce alla stessa maniera.
Ma si parla di una differenza non ampissima: i Sarke proseguono la loro cavalcata nella mitologia e nella cultura nordica, impavidi e altisonanti. Bentornati.

 

TRACKLIST

  1. Phantom Recluse
  2. Death Construction
  3. Lost
  4. Abyssal Echoes
  5. Old Town Sinner
  6. I Destroyed The Cosmos
  7. In Total Allegiance
  8. Macabre Embrace
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