SARPANITUM – Blessed Be My Brothers…

Pubblicato il 12/05/2015 da
voto
8.0
  • Band: SARPANITUM
  • Durata: 00:41:06
  • Disponibile dal: 17/02/2015
  • Etichetta: Willowtip Records
  • Distributore:

Death metal e melodia. Due concetti che per moltissimi ascoltatori dovrebbero rimanere separati in virtù di una non meglio specificata coerenza espressiva, ognuno rinchiuso nel proprio mondo protetto. Caos da un lato, armonia dall’altro, con buona pace delle potenzialità offerte da entrambi. Molto bene, a tutti coloro che alimentano le fiamme di questo inutile e sterile dualismo diciamo – se non lo hanno ancora fatto – di sturarsi le orecchie o, in alternativa, di interrompere immediatamente la lettura, lasciando a qualcuno di più ampie vedute la possibilità di entrare in contatto con il magnifico comeback discografico dei britannici Sarpanitum, recensito oggi sulle nostre pagine. Immesso sul mercato dalla sempre lungimirante Willowtip, etichetta piccola ma dal roster formidabile, “Blessed Be My Brothers…” prosegue l’operato dell’EP “Fidelium”, avviluppandosi su un death metal serratissimo in stile Nile/Hate Eternal per poi lasciarsi andare a folgoranti esplosioni melodiche, con le chitarre a dipingere arcobaleni dalle scale cromatiche celestiali su una superficie musicale impervia e frastagliata. Difficile fare paragoni con altri gruppi del settore: dopo un esordio votato alla brutalità tout court – “Despoilment Of Origin” del 2007 – il terzetto di Birmingham sembra ormai immerso in una realtà tutta sua, fatta tanto di strazi e violenze quanto di speranza e riscatto, ipotetico crocevia fra la suddetta scuola US death metal e la psichedelia più visionaria. Un sound solenne, evocativo, all’interno del quale i vari elementi combaciano tra loro come le tessere di un mosaico, regalando continuamente nuove emozioni a seconda della diversa rifrazione della luce. Ogni brano è rifinito con cura certosina, dall’opener “Komenos” – una delle migliori strumentali ascoltate negli ultimi mesi – alla conclusiva titletrack, con una quantità impressionante di riff, assoli e cambi di tempo a susseguirsi per tutti e quaranta i minuti di durata del platter. In un simile contesto – valorizzato da una produzione bombastica e terremotante, il cui unico limite è forse quello di presentare una batteria troppo triggerata – è difficile scegliere uno o più episodi-principe, ma troviamo che la doppietta “I Defy For I Am Free”/“Malek Al-Inkitar” sia esemplificativa del talento oggi custodito da questi musicisti, con le loro strutture compatte, enfatiche e peculiarissime incalzate da un growling preso di peso dai migliori dischi degli Immolation. Death metaller? Sì, ma con tanto cuore.

TRACKLIST

  1. Komenos
  2. By Virtuous Reclamation
  3. Truth
  4. Glorification Upon The Powdered Bones Of The Sundered Dead
  5. Immortalised As Golden Spires
  6. Thy Sermon Lies Forever Tarnished
  7. I Defy For I Am Free
  8. Homeland
  9. Malek Al-Inkitar
  10. Blessed Be My Brothers
1 commento
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