SARTEGOS – O Sangue Da Noite

Pubblicato il 26/11/2019 da
voto
8.0
  • Band: SARTEGOS
  • Durata: 00:41:46
  • Disponibile dal: 29/11/2019
  • Etichetta: I Voidhanger Records
  • Distributore:

Con dieci anni di attività nel sottobosco musicale, solo un mucchio d’EP all’attivo e l’utilizzo di una lingua inusuale per testi e rimandi mitologico-esoterici, gli elementi per far drizzare le antenne agli amanti della parte più oscura e ruvida del metal ci sono tutti. E non è tutto fumo di scena: i Sartegos debuttano con il primo full-length sulla lunga distanza per la cult-combo Blood Harvest (che cura la pubblicazione del vinile)/I, Voidhanger rilasciando una scudisciata letale.
Complice un songwriting davvero ispirato in grado di coniugare partiture ignorantissime ed urticanti (“Baphomet No Rashulmat”) con passaggi più evocativi figli di una melodia tutta mediterranea – portata in auge dalla scuola black di matrice ellenica – ed una produzione rifinita (senza per questo risultare asettica o plasticosa), “O Sangue Da Noite” è un album che conquista dal primo ascolto per la sua solidità, immediatezza e cattiveria. Fin dalle note di presentazione, inoltre, è chiaro di come la componente geografica abbia una valenza particolare soprattutto a livello testuale, dato che le canzoni sono cantate in galiziano e contengono riferimenti a leggende e miti della parte nord-occidentale della Spagna, impregnati di umori muschiati, foreste minacciose e superstizioni rurali. Il mastermind Rou, unica mente e mano dietro al progetto (per quanto ci è dato sapere, vista l’inconsistenza di notizie sulla band reperibili online, nella migliore tradizione black) deve aver compiuto un lungo lavoro di labor limae perchè ciascuno dei dieci brani è cesellato con cura anche nelle parti più belluine, arricchendo l’intero platter di infinite sfumature di tenebra, epicità heavy, ignoranza, esoterismo e malvagità: dal comparto ritmico, ora cadenzato ed ora serratissimo e deliziosamente slabbrato a quello vocale, dove l’interessante timbro abrasivo ed ipogeo (ricorda vagamente quello di Dagon degli Inquisition) di Rou fa il paio con le parti più salmodianti e corali; esempio ne è “Sangue e Noite”, in cui è evidente il bilanciamento tra carica ferina e toni cerimoniali. Un plauso speciale però va al lavoro di chitarra, eccelso sia nei riff deliziosamente sudici di black metal – come in “Lajes Em Tormento E Decadência” – che nel convulso incedere a là Watain di “Arqueiro”, dove un picking tremolo prima si trasforma in un assolo ascendente e poi in una vera e propria cavalcata infernale. Anche gli interludi strumentali non sono inutili orpelli ma arricchiscono con afflati funebri il tutto (“Jugular”), dando respiro (miasmatico) al lavoro. Il brano migliore dell’intero lotto è “As Devesas Som Dos Lobos” che, al di là del titolo in apparenza banale (‘la foresta appartiene ai lupi’, monito che, a quanto leggiamo, è stato rivolto al musicista da una vecchia cieca, sic), racchiude in sè le caratteristiche migliori della musica proposta dai Sartegos: tastiere evocative in sottofondo, melodie lancinanti e riff tentacolari che avvolgono l’ascoltatore e lo seppelliscono sotto una grandinata di colpi mortali. In attesa di saperne di più sulla direzione intrapresa dal musicista galiziano, questa uscita così in sordina costituisce un bel biglietto da visita, un prodotto davvero valido consigliato a tutti gli adepti della nera fiamma.
Dieci anni di lavoro nelle fucine di Lucifero hanno creato una nuova forza d’assalto per le armate infernali.

TRACKLIST

  1. Ventos (Prelúdio)
  2. Sangue e Noite
  3. Lajes Em Tormento E Decadência
  4. Solpor Dos Mistérios
  5. Jugular (Interlúdio)
  6. Arqueiro
  7. As Devesas Som Dos Lobos
  8. Baphomet no Rashulmat
  9. Poço E Serpe
  10. Águas Negras (Final)
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