7.0
- Band: SATVRNIA TELLVS
- Durata: 00:54:40
- Disponibile dal: 10/03/2014
I Satvrina Tellvs sono la one-man-band di Augusto “Hostis”, già deus ex machina dei Nova Lux (altro progetto solista); la proposta musicale è un black metal atmosferico infarcito di tastiere, incentrato su richiami classici e melodie di una certa maestosità. “De Constantia Sapientis”, ultimo sforzo della band, si propone – nelle parole dello stesso Augusto – di “raggiungere il risveglio della coscienza sovra-umana e la saggezza, attraverso la quale conoscere e abbattere le debolezze dell’uomo”, elaborando il pensiero e le opere di Seneca. Non possiamo che essere incuriositi da tanta ambizione e non ci dispiace neanche la tracotanza dei proclami della band rimandanti ad un certo black metal elitaristico che ha nell’approccio esoterico o filosofico il suo cardine. Ci stupisce quindi, in prima battuta, la pulizia della produzione; da un (auto)prodotto del genere, ci saremmo attesi suoni ed atmosfere più raw, come quelle di Judas Iscariot o Satanic Warmaster. I Satvrnia Telluvs, invece, danno gran risalto alle melodie con un suono di chitarra sempre pulito e definito (anche se accompagnato dalla classica seconda linea “aperta” in puro stile black); l’amalgama riesce particolarmente bene in “De Ira” o in “De Brevitate Vitae”, le quali riescono a strappare alle corde un riffing old-school davvero notevole, fino a “De Vita Beata” col suo palm-mute decisamente thrashy. Nel complesso il disco risulta essere cupo e maestoso al tempo stesso, raggiungendo sì il risultato che si prefigge, ma con alcune pecche. La voce, ad esempio, risulta spesso troppo “staccata” dal resto degli strumenti, probabilmente a causa del desiderio di voler far recepire il contenuto dei testi (tutti in italiano) con uno scream molto poco esasperato, che si avvicina molto più ad un recitato che ad un cantato vero e proprio. Gli assoli, poco tecnici ma perfettamente in mood con i pezzi risentono invece forse della mancanza di un secondo chitarrista, risultando forse troppo lasciati a se stessi. Nel complesso, comunque, questo “De Constantia Sapientis” riesce ad essere un disco di black metal melodico ed atmosferico di notevole caratura, che avrebbe potuto raggiungere risultati ben più alti con un maggiore lavoro di editing. Il messaggio, comunque, passa (condivisibile o meno che sia) e ci consegna un panorama sonoro tortuoso e freddo, in cui la band sembra voler far traspirare il suo senso di superiorità verso l’essere umano, ribadendo un distacco quasi aristocratico o -come scritto in precedenza- elitario. L’opera merita sicuramente l’ascolto (totalmente gratuito su Bandcamp) ed il supporto alla coraggiosa scelta dell’autoproduzione.
