6.5
- Band: SAVAGED
- Durata: 00:36:02
- Disponibile dal: 13/06/2025
- Etichetta:
- No Remorse Records
Secondo album in studio per gli spagnoli Savaged, che, a distanza di appena un anno dal precedente “Night Stealer”, tornano in pista con “Rising”, un nuovo disco votato alla tradizione del metallo degli anni Ottanta.
Ascrivibili a quell’enorme calderone della N.W.O.T.H.M., anche i Savaged sembrano ripercorrere quell’ideale arco stilistico che parte dai Judas Priest attraversa gli anni d’oro del metal classico, dai Saxon ai Riot, con un tocco melodico vicino a quello dei Dokken. Infine, pur non essendo esattamente una componente fondante del loro sound, percepiamo anche qualche rimando a King Diamond, soprattutto nel brano di apertura, “Fire It Up”, per via dell’uso del falsetto nei passaggi più acuti da parte del cantante Jamie Killhead.
Il lavoro degli spagnoli, in generale, rappresenta perfettamente lo stato di questo movimento, il quale negli anni è cresciuto tantissimo e che, pertanto, inizia a dover fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita. I Savaged si pongono nel mezzo, perché da una parte si dimostrano competenti e solidi nella loro proposta, ma, al tempo stesso, non possiamo dire di aver ascoltato uno di quei lavori capaci di lasciare il segno. Se vogliamo, questo è proprio l’ostacolo maggiore per uno stile così radicato nella tradizione. È vero, infatti, che brani come “Queen Of Salvation” o la title-track, con quelle sonorità immediatamente riconoscibili, rendono molto facile per l’ascoltatore provare un confortevole senso di familiarità; al tempo stesso, però, non è certo facile riuscire a rielaborare qualcosa che è stato già perfezionato da decenni, per darne una rilettura davvero personale. I Savaged, purtroppo, non sembrano essere ancora arrivati a questo livello, complice anche una sezione centrale dell’album che risente di un certo calo di tono. Nulla da eccepire, invece, sulla pura esecuzione da parte dei musicisti, sempre precisa e pulita, né sulla qualità della produzione che, anzi, riesce ad essere superiore rispetto alla media del genere, con il giusto bilanciamento tra sonorità vintage ed una resa finale al passo coi tempi.
Pur senza eccellere, in conclusione, il bilancio finale di “Rising” resta positivo, soprattutto per il pubblico più nostalgico, che non cerca particolari evoluzioni nel genere, quanto piuttosto del buon sano heavy metal della vecchia scuola. Se vi ritrovate in questa descrizione, un ascolto è sicuramente consigliato.
