SAVATAGE – Gutter Ballet

Pubblicato il 01/12/1989 da
voto
9.0
  • Band: SAVATAGE
  • Durata: 00:47:23
  • Disponibile dal: 01/12/1989
  • Etichetta: Atlantic Records
  • Distributore: Warner Bros

Anche se “Prelude To Madness”, l’interessante intro alla title-track dell’album precedente, c’e l’aveva già fatto presagire, il passaggio dei Savatage dal sound più heavy degli esordi a quello più progressive e elegante degli ultimi lavori avviene proprio a cavallo di questo seminale album. In effetti, è proprio grazie a “Gutter Ballet” che ci rendiamo conto per la prima volta della profondità della maturazione subita dal Savatage-sound negli anni: motivo per il quale non a torto questo disco è considerato come un vero spartiacque per la carriera della band floridiana. A differenza però di “Hall of The Mountain King” che ci buttava in faccia il cambiamento impiegando come opener uno dei pezzi più esplosivi e diretti dell’intero lavoro, su “Gutter Ballet” la band inizia con un tratto di continuità con la produzione precedente, ponendo la belligerante “Of Rage And War” in prima posizione. Introdotta da un avvolgente intro di basso sottolineato da suoni di guerra e di combattimento, la canzone ripropone di fatto il classico riffing di Criss Oliva, in questo caso impegnato molto sul fronte dell’integrazione con i ritmi spezzati del drumming del Dr. Wacholz, con diversi passaggi suonati in unisono. Un pianoforte abbastanza inedito per la band ci introduce però la title-track “Gutter Ballet”, primo di una serie di tre brani che rappresentano alla perfezione quel concetto di heavy progressivo e sinfonico che la band sta cominciando proprio ora ad abbracciare. Simile a un attore sul proprio palcoscenico, la prestazione di Jon si fa oltremodo teatrale, supportata da un testo profondo e suggestivo, altro trademark che caratterizzerà la produzione dei Savatage da “The Hall Of The Mountain King” in poi. “Temptation Revelation”, la mancata title-track dell’album, è uno splendido strumentale con un Criss Oliva mai così ispirato negli assoli, ed ha l’ulteriore, importante compito di introdurre “Where The Crowds Are Gone”, vero e proprio masterpiece le cui toccanti parole ‘I’m the way, I’m the light, I’m the dark inside the night’ ritroveremo poi in innumerevoli altre canzoni firmate Savatage. Dopo il suggestivo strumentale “Silk And Steel”, che perfettamente rappresenta l’attuale approccio affilato ma elegante della band, il pezzo successivo “She’s In Love” recupera nuovamente il sound dell’album precedente, mantenendo Criss sugli scudi e confermando l’ipotesi che si tratti dell’album dove il chitarrista suona nel modo più ispirato di sempre. “Hounds” è un capolavoro di maligna epicità, e ancora una volta è Criss, l’uomo alla chitarra, a stupirci con fraseggi costantemente a cavallo tra ritmica e solista, soluzioni dove la distinzione tra le due parti diventa quasi inintellegibile. Ad onor di cronaca, segnaliamo che l’ingresso in formazione dell’amico Chris Caffery ha funzionato in parte da catalizzatore, smarcando il minore dei fratelli Oliva dall’onere solamente ritmico e fornendogli l’ossigeno per il divampare di questa superba prestazione. “The Unholy” mostra ancora un volto duro grazie alle chitarre incendiarie, che colano armonici in pinch di qua e di là, come se alla sei corde si trovasse un istrionico Zakk Wylde. “Mentally Yours” vede ancora la carismatica performance di Jon come proprio punto forte, ma il meglio deve venire solo dopo, con una stupenda “Summer’s Rain”, brano tra i più toccanti mai composti dai Nostri. Partendo da un liquido arpeggio la canzone si ammanta di un sapore progressivo, sviluppandosi su una base ritmica molto destrutturata, sulla quale ancora una volta viene innestato un incredibile fraseggio solista, sul modello del miglior Randy Rhoads. Nel ritornello Jon ci straccia il cuore con le sue disperate grida, mentre l’emozionale fraseggio di Criss si trasforma senza soluzione di continuità in un toccante assolo. Da applausi assoluti. “Thorazine Shuffle” chiude degnamente quello che per chi scrive è il preferito tra gli album dei Savatage. Non avrà l’impatto e l’importanza di “Hall of The Mountain King” o la ricchezza sonora e tematica del successivo “Streets”, ma ancora rappresenta un inarrivabile capolavoro di potenza, eleganza ed emozionalità.

TRACKLIST

  1. Of Rage And War
  2. Gutter Ballet
  3. Temptation Revelation
  4. Where The Crowds Are Gone
  5. Silk And Steel
  6. She's In Love
  7. Hounds
  8. The Unholy
  9. Mentally Yours
  10. Summer's Rain
  11. Thorazine Shuffle
1 commento
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