SAVATAGE – Hall Of The Mountain King

Pubblicato il 28/09/1987 da
voto
10.0
  • Band: SAVATAGE
  • Durata: 00:39:28
  • Disponibile dal: 28/09/1987
  • Etichetta: Atlantic Records
  • Distributore: Warner Bros

‘Behind the wheel just went along!!!!’ Subito dopo il perentorio riff di Criss, Jon irrompe come una furia con queste esatte parole, nell’opener “24 Hours Ago”. Ed è già leggenda. Quasi si trattasse di un manifesto dell’intero album, già solo nei pochi secondi iniziali sentiamo subito la portata del cambiamento che i Savatage hanno apportato rispetto lo scialbo album precedente. Ci si dimentica dei testi rockettari, della melodia radiofonica, del suono addomesticato, dei canoni dell’heavy Anni ’80: questo sembra volerci dire quella prima, epica, canzone. “Hall Of The Mountain King” è un album che distrugge, un capitolo che apre una nuova via. L’urlo iniziale è feroce alfiere di questo cambiamento, carico di un energia, di una convinzione che erano l’ultimo pezzo mancante del puzzle, il tassello che per quattro album avevano, con  risultati altalenanti, tentato di infilare. Ora tutto va a posto, e la chitarra di Criss si perde in assoli assassini, incredibili, mai sentiti; e questo quando non cerca di costruire asimmetriche ed inattese strutture grazie al suo particolare strumming, qui presente nella sua forma migliore. La voce di Jon si veste di un’autorità nuova, un carisma assoluto, che traspare non solo dalle linee vocali ma sopratutto dagli urli, dalle risate malvagie e dalla folle interpretazione quasi teatrale che il Nostro effettua su passaggi già per conto loro assolutamente particolari e drammatici. Il registro vocale si frammenta in sei, sette registri diversi, tutti in grado di toccare una serie impressionante di range emotivi: dalla rabbia all’energia, dal cinismo alla drammaticità, fino ad arrivare ad un’altera interpretazione da attore consumato. La band intera si muove perfettamente a proprio agio tra queste composizioni, passando senza timore dal metal quadrato di “Beyond The Doors Of The Dark” alle tinte fosche e drammatiche del capolavoro “Strange Wings”, chiudendo magari con i tempi assassini ed incalzanti della guerresca “White Witch”. Che dire poi dell’apocalittica title-track, che subito dopo la sinfonica e operistica intro “Prelude To Madness” ci infila come un infido jab al volto un riff veramente da antologia (per chi scrive, uno dei riff più belli mai sentiti)? Dotato di una struttura quasi progressiva, sulla quale Jon si erge come vero ‘mountain king’ con le sue risate e le sue frasi sussurrate, il pezzo si rivelerà negli anni un masterpiece incontrastato in grado di scatenare il putiferio ad ogni concerto. “Hall Of The MOuntain King” potrà non essere considerato da tutti come l’album migliore (anche chi scrive gli preferisce “Gutter Ballet”) ma è indubbiamente il disco cardine di un’intera carriera, fondamentale per la band e importante anche per l’economia di un genere, l’heavy classico, che abbisognava di input diversi da quelli forniti fino a quel momento dalle grandi band. Un disco immenso, incredibile, il cui valore storico trascende addirittura l’indubbia bellezza delle canzoni presenti.

TRACKLIST

  1. 24 Hours Ago
  2. Beyond The Doors Of The Dark
  3. Legions
  4. Strange Wings
  5. Prelude To Madness
  6. Hall Of The Mountain King
  7. The Price You Pay
  8. White Witch
  9. Last Dawn
  10. Devastation
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