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- Band: SAVIOUR MACHINE
- Durata:
- Disponibile dal: //2001
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Self
Ricordo come fosse ieri l’uscita di “Legend I” e “Legend II”, due lavori di uno spessore artistico eccezionale che uscirono nel bel mezzo del fenomeno power, e che, proprio a causa dell’allora crescente inflazione di band in calzamaglie borchiate e spadoni di plastica, non riuscirono ad incontrare l’attenzione e tanto meno il favore del pubblico di allora; a ben vedere, furono davvero pochi coloro che all’epoca ebbero il coraggio di dare un ascolto alla proposta volutamente ostica, impegnativa e selettiva dei Saviour Machine, una band in cui musica e liriche, emozioni ed espressività, si intrecciano in un tutt’uno difficilmente assimilabile se non con un’adeguata attività comprensiva. “Legend III:I”, la prima dei due frammenti del terzo ed ultimo capitolo della trilogia sull’Apocalisse, è l’album della conferma del valore artistico di una band che non ha mai conosciuto il favore popolare proprio perché estranea al concetto apparentemente imprescindibile di song-oriented music, cui nessuno oggi giorno sembrerebbe riuscire a aggirare; si tratta senza ombra di dubbio di un lavoro stupendo, leggermente più ‘digeribile’ dei due precedenti lavori perché meno incentrato sulla recitazione o sulle partiture strumentali, ma che al tempo stesso non sconfina pressoché mai nelle ovvietà delle classiche strutture del rock/metal, e che ci regala un’impagabile prestazione dell’eclettica ed insostituibile voce di Eric Clayton, come al solito anni luce distante dalle facili soluzioni alle quali i suoi tanti colleghi sono fin troppo assuefatti. Per quanto riguarda invece il confronto con le precedenti release dei Saviour Machine, possiamo notare come in questo nuovo album la componente orchestrale volta a partiture epiche e maestose sia rimasta pressoché intatta, ma che rispetto al passato sia più frequente l’utilizzo di chitarre heavy e ritmiche sostenute, così come i break pianistici appaiano ancora più oscuri ed opprimenti che mai: in un certo senso l’incedere solenne di “Legend I” e l’asfissiante drammaticità di “Legend II”, si fondono in canoni espressivi realmente inediti che i Saviour Machine avevano finora soltanto accennato, e che fanno di questo album, il vero fiore all’occhiello della loro discografia. In definitiva, la band americana si è fatta nuovamente artefice di un’opera musicale incantevole, che non lascia un solo attimo di respiro per tutti i settantotto minuti che compongono il lunghissimo viaggio a cui spero molti di voi sapranno avvicinarsi e comprendere nelle sue molteplici ed affascinanti sfumature. Un disco cerebrale, consigliato solo a coloro in possesso di un supporto cerebrale. And then rose the Beast…
