SAVIOURS – Death’s Procession

Pubblicato il 11/10/2011 da
voto
7.0
  • Band: SAVIOURS
  • Durata: 00:45:09
  • Disponibile dal: 06/09/2011
  • Etichetta: Kemado
  • Distributore: EMI

Pur avendo ottenuto riscontri quasi pari allo zero assoluto qui in Italia, i californiani Saviours sono già giunti con questo “Death’s Procession” al loro quarto lavoro sulla lunga distanza, tre dei quali pubblicati dalla Kemado. I ragazzi non saranno sicuramente dei fuoriclasse, ma solitamente la musica che creano è di buona fattura e garantisce una certa dose di sano divertimento. Così è anche per quest’ultimo full length, anticipato qualche mese orsono dall’uscita di due 12” contenenti i singoli “The Eye Obscene” e “Crete’n”. I nostri, da più parti catalogati come stoner band, in realtà travalicano gli stretti confini imposti dal genere, dato che in definitiva la loro musica è una sorta di revival della NWOBHM e dell’hard rock tardo settantiano, rivisto in chiave proto heavy sulla falsariga di band quali High On Fire e The Sword. I nostalgici stiano attenti, però, in quanto i Saviours non si limitano a rendere omaggio ad Iron Maiden, Motorhead, Judas Priest, Ufo e compagnia in maniera pedissequa, ma sporcano il proprio sound con un suono grezzo ed un’attitudine sfacciatamente volgare e cialtrona. “Death’s Procession” è un lavoro decisamente buono, che contiene al proprio interno dei brani estremamente riusciti e divertenti e pochissimi passaggi a vuoto. Anzi, l’unica traccia leggermente sottotono risulta essere “Fire Of Old”, omaggio agli Iron Maiden rivisti in maniera sgraziata e grassa. Se escludiamo le twin guitar che resero famoso il combo di Steve Harris, il brano è però fin troppo semplice e monocorde per colpire nel segno, forse anche perché è stata posta in scaletta tra i due episodi migliori, ovverosia “To The Grave Possessed” e “Earthen Dagger”. La prima è una fantastica canzone di hard rock che al proprio interno cita Thin Lizzy, Ufo e soprattutto Judas Priest, mentre la seconda è più vicina ad un heavy doom pachidermico dove però le facili derive sludge vengono solo sfiorate. Bene anche “Crete’n” e “Gods End”, più inclini all’hard rock maleducato e cafone, dotate entrambe di un altissimo tasso adrenalinico. Il finale è lasciato alla strumentale “Earth’s Possession & Death’s Procession” ed alla cavernicola “Walk To The Light”, che dimostrano come i nostri sappiano padroneggiare anche quei riffoni enormi che farebbero felice Matt Pyke. Le performance individuali sono tutte solide e convincenti ed, anzi, la band si permette anche degli interessanti solismi chitarristici memori dei fulgori degli eighties. Ci si abitua subito anche alla voce sgraziata di Austin Barber, assolutamente non gradevole, ma calzante a pennello sulla musica dei nostri. Date una chance a questi Saviours: saranno “solo” degli onesti mestieranti ma vi ripagheranno appieno con litri di sudore e ore di divertimento assicurato.

TRACKLIST

  1. The Eye Obscene
  2. To The Grave Possessed
  3. Fire Of Old
  4. Earthen Dagger
  5. Crete'n
  6. Gods End
  7. Earth's Possession & Death's Procession
  8. Walk To The Light
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.