SCALA MERCALLI – Confini 1915-18

Pubblicato il 10/12/2024 da
voto
7.0

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Tornano i nostrani Scala Mercalli con il nuovo album “Confini 1915 – 18”, pienamente nel loro iconico stile, caratterizzato ancora una volta da delle tematiche dall’elevatissimo tenore culturale, e non è certo una novità se parliamo della formazione guidata dal batterista Sergio Ciccoli.
In questo caso, come suggerisce anche il titolo, la line-up marchigiana ci proietta direttamente nel corso del primissimo conflitto globale, dedicando una selezione di dieci brani (tredici, se contiamo le bonus track) ad altrettanti concetti, episodi e figure storiche italiane, divenute note chiaramente nel corso del periodo in questione. Tra queste potremmo citare ad esempio “L’Impresa Di Premuda (Luigi Rizzo)” o “White War (Penne Nere)”, ciascuna con la propria valorizzazione musicale, seppur utilizzata in maniera coerente con lo stile old-school metal tipico degli Scala Mercalli.
Il sound è infatti una grintosa e coinvolgente summa di alcuni tratti salienti dell’heavy/power metal europeo, reso funzionale da un sapiente utilizzo dei singoli elementi, inclusa un’ottima interpretazione e gestione vocale da parte di Christian Bartolacci, il quale modula sapientemente tra sezioni in lingua inglese e altre completamente in italiano.
L’album spara letteralmente le sue cartucce più potenti all’interno dei brani più aggressivi e belligeranti, i quali riescono a convincere più degli altri per via della loro ottima commistione di adrenalina ed estro evocativo: tra questi non possiamo non annoverare “Ace Of Aces (Francesco Baracca)” e “Face Your Fears”, di cui la prima riteniamo sia probabilmente il miglior estratto di tutto il pacchetto.
Purtroppo nelle fasi meno rapide, come ad esempio una “Write Your Destiny” che sa troppo di già sentito, non tutta l’artiglieria colpisce l’obiettivo, poichè si percepisce un po’ di ispirazione calante rispetto alle controparti più smitraglianti, seppur con le dovute eccezioni – come la ballad “Portatrici Carniche (Maria Piozner Mentil)”, che sebbene un po’ scolastica riesce perfettamente in quello che è il suo proposito.
Ci fa inoltre piacere trovare tra le bonus track una chicca come la bellissima “Queen Of Dragons”, originariamente inserita nell’esordio “12th Level”, con tanto di formazione originale coinvolta, a dimostrazione di quante attenzioni avrebbe meritato in più quel disco all’epoca. Oltre a ciò, riteniamo che “Garibaldi Resurrection (Ritornerà)” sia ben più ficcante rispetto a svariate tracce inserite nella scaletta principale, esattamente come “Two Lands, One Heart”, in cui figura anche la partecipazione dello strumentista Hugo Bistolfi.
In generale, un ascolto interessantissimo e in grado, ancora una volta, di combinare l’heavy metal con la rievocazione storica di fatti anche non così noti dal grande pubblico; questo per noi sarebbe già sufficiente per promuovere il prodotto in questione. A rinforzo di ciò, ci pensa una presentazione ottimale di determinati pezzi, che purtroppo coesistono nella stessa scaletta con altri relativamente dimenticabili, i quali hanno sicuramente il loro peso sul voto finale, senza però abbassare quella che è la stima per una realtà tutta italiana, nel cuore e nell’essenza.

TRACKLIST

  1. The Fourth War Of Independence
  2. La Grande Guerra
  3. L'Impresa Di Premuda (Luigi Rizzo)
  4. Ace Of Aces (Francesco Baracca)
  5. Soldier Without Name (Milite Ignoto)
  6. Write Your Destiny
  7. Face Your Fears
  8. White War (Penne Nere)
  9. Portatrici Carniche (Maria Plozner Mentil)
  10. Piave Fiume Sacro
  11. Queen Of Dragons (Bonus Track)
  12. Garibaldi Resurrection (Ritornerà) (Bonus Track)
  13. Two Lands, One Heart (Bonus Track)
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