SCALD – Ancient Doom Metal

Pubblicato il 23/07/2024 da
voto
7.5
  • Band: SCALD (RU)
  • Durata: 00:50:39
  • Disponibile dal: 26/07/2024
  • Etichetta:
  • High Roller Records

Usare la parola ‘Doom’ come titolo di un disco doom metal è una cosa che solo pochi veterani della scena possono permettersi di fare, figuriamoci se poi esso diventa un’ode a uno dei generi più sacrali dell’heavy metal. Gli Scald, però, sono tra quelli che possono ampiamente permetterselo: la formazione di origini russe è nota al pubblico di riferimento per aver pubblicato nel 1993 il loro capolavoro “Will Of The Gods Is A Great Power”… E per poi essersi sciolta nel 1997 per la tragica scomparsa del cantante Agyl.
Arriviamo al 2019, quando gli organizzatori dell’Hammer Of Doom chiamano Velingor, Harald, Karry e Ottar per riproporre quell’iconico album figlio del doom metal più tragico e sacrale, con alla voce Felipe Plaza Kutzbach (si, proprio quello che dal 2016 è anche la voce dei Deströyer 666): dopo un concerto, perché non un disco?
E qui c’è da ringraziare la High Roller Records che ha subito preso la palla al balzo: ci ritroviamo così fra le mani questo “Ancient Doom Metal”.
Trattandosi dell’etichetta tedesca, da sempre attenta a questo tipo di sonorità, ci si potrebbe aspettare una produzione fosca e reminiscente degli antichi fasti del doom di una volta, e invece, appena premuto ‘play’, un’atmosfera altisonante e piena di pathos irrompe dal nostro stereo grazie alla traccia che dà il titolo al lavoro.
Non è difficile rendersi conto che siamo davanti a un disco davvero ben scritto e ben suonato, che non dimentica la lezione di quell’uscita del ’93, ma ne rinforza e rinvigorisce la potenza, complice anche un Felipe in stato di grazia, come dimostrano gli urletti su “Young God Resurrected”.
È tutto come dovrebbe essere un album epic doom metal: l’intreccio di chitarre di Harald e Karry è trascinante e riesce a mantenere quella tensione tragica fra la durezza dei riff e il tipico spleen di chi vive dove sorge il Sole di Mezzanotte. Persino i cori sono sempre messi al posto giusto, per rendere tutto più epico e unico, confezionando un platter che attinge dai Candlemass, ma anche dal folklore, come in “The Master Of The Lake”: l’abilità degli Scald è ancora quella di riuscire a dilatare mostruosamente gli orizzonti sonori dell’ascoltatore, facendogli letteralmente assaporare la solitudine dei grandi paesaggi nordici.
Cinquanta minuti che scorrono come una cascata, passando fra il paganesimo di “ALU (My Protection)”, fino alla conclusiva “The Liberating Spell Of Fire” e la bonus track “The Enemy Among Us”.
“Ancient Doom Metal” può essere un titolo troppo altisonante, ma questo lavoro  merita di mostrarlo con onore: siamo di fronte al degno seguito di “Will Of The Gods Is A Great Power”, a una testimonianza di una passione mai sopita, come la pietra runica raffigurata nella bellissima copertina di Andrey Andreev.
Se amate l’epic e il doom metal, ma, perché no, anche quello spleen tipico di certi gruppi nordici, gli Scald sono tornati per far felici le vostre orecchie.

TRACKLIST

  1. Ancient Doom Metal
  2. Young God Resurrected
  3. The Master of the Lake
  4. Far Northern Corner
  5. ALU (My Protection)
  6. The Liberating Spells of Fire
  7. The Enemy Among Us (Bonus track)
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