SCALE THE SUMMIT- V

Pubblicato il 29/10/2015 da
voto
7.0
  • Band: SCALE THE SUMMIT
  • Durata: 52:10
  • Disponibile dal: 18/09/2015
  • Etichetta:
  • Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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Così come il ben più che interessante quarto tassello della carriera, “The Migration” del 2013, anche questo quinto lavoro degli Scale The Summit viene introdotto dalla esemplificativa cover dell’illustratore Duncan Storr. E’ infatti con una sensazione favolistica costante nelle produzioni della band di Houston- che ci immettiamo nel passaggio segreto dell’armadio per approdare ad un territorio fantasy e quasi mistico. “The Winged Bull” si offre come messo celeste che ci introduce nel vero cuore del sound di “V”. Non è cambiato poi molto da “The Migration”: la produzione resta ottima, i brani scorrono con tutta la loro personalità contraddistinta, ma al tempo stesso si ha come la sensazione di entrare in un flusso continuo di melodie e pattern ritmici senza sosta e confini. Con “Soria Moria” sentiamo anche il lato più elettronico e post-rock della band di Houston, psichedelico e fluente, sognatore ed evocativo, che sembra quasi richiamare alla mente i territori onirici di certi 65DaysOfStatic. Incredibilmente trait d’union dalle sonorità appena descritte ed un approccio più propriamente prog-rock e metal è la bellissima “Pontus Euxinus” in cui emerge un interessante lavoro ritmico del basso sei corde di Mark Michell e del nuovo J.C. Bryant dietro le pelli (un altro esempio di classe sopraffina è nella preziosissima “Oort Cloud”). La variegata interpretazione in chiave strumentale di territori ormai fondamentalmente prog rock ma abbraccianti l’ondata post-rock moderna trovano sfogo in brani come “Trapped In Ice”, soprattutto nella sua sezione finale di ascendenza Explosions In The Sky e Mogwai, per poi rifluire nella progressione di “Stolas” (di cui il simpatico video promozionale stile Vhs fine anni ’80) dove emergono le influenze di tutto ciò con cui i texani sono venuti a contatto nel corso di questi undici anni di carriera: i Tesseract, i Between The Buried And Me, i Cynic, Prostest the Hero, Periphery, The Human Abstract, Intronaut; band con cui hanno condiviso il palco in questi anni e da cui hanno assimilato moltissimo. Il lavoro combinato di Levrier/Letchford ormai però ha assunto toni cardine di una personalità stilistica ormai fortissima: nessuna voce sembra essere necessaria quando si è inseriti in composizioni come quelle di “Kestral” e “Blue Sun”, rocciose ritmicamente e affascinanti nella loro ricercatezza. Impostare il proprio lavoro su toni come questi richiede come al solito una gran pazienza e numerosi ascolti per poter valutare appieno il risultato e in questo senso, pur non essendo la vetta della discografia della band come i precedenti “The Migration” e “The Collective”, “V” non può che apparire ancora come un lavoro che consolida ancora di più la fama degli Scale The Summit come vera e propria band significativa nel panorama progressive di oggi.

TRACKLIST

  1. The Winged Bull
  2. Soria Moria
  3. Pontus Euxinus
  4. Trapped In Ice
  5. Stolas
  6. The Isle Of Mull
  7. Kestral
  8. Oort Cloud
  9. Blue Sun
  10. The Golden Bird
1 commento
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