7.5
- Band: SCALP
- Durata: 00:22:00
- Disponibile dal: 25/07/2025
- Etichetta:
- Closed Casket Activities
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Con “Not Worthy of Human Compassion”, gli Scalp tornano a ribadire con forza la loro visione distorta e brutale della musica estrema. Terzo “full-length” per la formazione californiana, sebbene l’etichetta resti qui più che mai formale, visto che – come da prassi – siamo al cospetto di una durata ridottissima e di una serie di brani che, nella loro brevità e furia compressa, funzionano meglio se fruiti come un’unica, bruciante scarica. Ma è proprio questo il formato che meglio si adatta alla proposta del gruppo di Orange County, ormai pienamente a suo agio nel muoversi sul confine fra grindcore, death metal, d-beat e powerviolence.
Come più noti colleghi come Nails o Full Of Hell, anche i californiani continuano a costruire la loro identità a partire da una visione ibrida, in cui la violenza sonora è declinata secondo molteplici registri, spesso all’interno dello stesso brano. Le composizioni alternano rasoiate velocissime, frangenti groovy e rallentamenti sulfurei, tipici di certo sludge più decomposto, senza però mai concedersi a costruzioni troppo articolate o a dinamiche da climax post-metal. Tutto è ridotto all’osso, pensato per avere il massimo impatto in pochi secondi, senza orpelli, senza compromessi.
Rispetto ai lavori precedenti, “Not Worthy of Human Compassion” si configura tuttavia come l’uscita più strutturata e variegata del gruppo, a partire dal numero delle tracce, ma senza per questo tradire l’impostazione originaria. La tracklist, pur composta da brani che raramente superano il minuto e mezzo, offre una gamma espressiva più ampia: si passa da attacchi frontali che sembrano sputati fuori da un set dei Nails a passaggi più cadenzati e fumosi, figli degli insegnamenti di gente come i Weekend Nachos e, volendo andare più indietro, di certo metalcore negativo e pesantissimo di marca Disembodied. Le brevi parentesi noise e gli inserti di feedback e manipolazione sonora fanno capolino qua e là, creando rapidi momenti di sospensione o smarrimento, ma servono soprattutto a rafforzare il senso di assalto costante che permea l’intero disco.
Come previsto, la produzione, ruvida e satura, contribuisce poi a mantenere alta la tensione, così come l’interpretazione vocale, urlata e viscerale, sempre ben incastonata nel mix. Nonostante i riferimenti a una corrente ormai ben delineata, gli Scalp stanno iniziando a imprimere un marchio riconoscibile, grazie a un songwriting che, pur nella sua economia, mostra un buon bilanciamento tra caos e controllo, tra istinto e pianificazione. Certo, è ancora un po’ difficile identificarli immediatamente tra le suddette formazioni con il medesimo approccio, ma il contenuto dei loro sforzi resta molto ispirato.
Ciò che colpisce, perlomeno in buona parte degli episodi, è la capacità della band di suonare tanto estrema quanto accessibile – per quanto possa suonare paradossale. Non c’è nulla di troppo criptico o intellettuale in questo lavoro: “Not Worthy of Human Compassion” è un disco che procede a suon di veri riff, non lasciando grande spazio a interpretazioni complesse, ricercando invece una risposta emotiva diretta, di pancia.
Per gli Scalp si può dunque parlare di una conferma risoluta, ma anche di un’espansione della loro grammatica sonora. Se il passato li aveva già consacrati come un nome da tenere d’occhio nel sottobosco più estremo dell’hardcore e del metal, questo nuovo capitolo li mostra più consapevoli e concreti che mai, impegnati a testa bassa a interpretare una musica che non costruisce ponti ma trincee.
