SCAR CULTURE – Inscribe

Pubblicato il 07/02/2002 da
voto
8
  • Band: SCAR CULTURE
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Self
Streaming non ancora disponibile.

Cosa dire di questi Scar Culture… Dopo aver letto della benedizione di questo progetto da parte del titanico Billy Milano, il timore era quello di ritrovarsi a fare i conti con un polpettone di hardcore/rap metal sulla scia di quanto prodotto ultimamente nell’east coast statunitense; in realtà Scar Culture è un geniale ensamble scoperto da Century Media, che riesce ad unire brutal/death metal, hardcore e neo-thrash con originalità, gusto e soprattutto una montagna di ispirazione, coniugando vocals distorte, screaming, growling ad un riffing monolitico, incessante e ruvido, in una maniera eccezionalmente personale. Il quartetto newyorkese, formatosi nel 1997, è in realtà un melting pot di culture e razze (angloamericana, russa, italo-americana, indiana) che hanno giovato terribilmente alla riuscita finale di questo piccolo masterpiece: attraverso brani eccellenti come l’opener “Vision”, “Keep It To Myself”, “Reform Reason” o la cover di “Surprise You’re Dead” degli indimenticati Faith No More, gli Scar Culture riescono a ‘comunicare’ con una naturalezza sconvolgente il loro idioma. Un idioma basato su parole come ‘odio’, ‘rispetto’, ‘brutalità’. E negli Scar Culture c’è tutto quello che potevate ricercare da una band con tanto groove e violenza da vendere. Immaginate i Machine Head brutalizzati, o i Dillinger Escape Plan più ‘controllati’, gli Skinlab meno parossistici, o dei Six Feet Under esponenzialmente più ispirati: il tutto, frullato dentro la follia propria di questi Scar Culture, che riescono a far coesistere nei poco più di tre minuti di “The Devout” Cannibal Corpse, Machine Head e passaggi jazzati che avevamo già ascoltato negli Atheist di dieci anni e più fa. Nell’insieme ‘Inscribe’ è un disco superbo, splendido crossover di brutal death metal ultratecnico, groovy thrash, violentissimo straight-edge e rumore, tanto fottutissimo rumore. Notevole, veramente notevole…

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Vision
  3. Keep It To Myself
  4. Servant
  5. Reform Reason
  6. Branded
  7. Dead Alone
  8. The Devout
  9. Sever All Ties
  10. Phased
  11. God Of Disgrace
  12. Colour Returns
  13. S.Y.D.
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