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- Band: SCAR CULTURE
- Durata:
- Disponibile dal: //2002
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Self
Cosa dire di questi Scar Culture… Dopo aver letto della benedizione di questo progetto da parte del titanico Billy Milano, il timore era quello di ritrovarsi a fare i conti con un polpettone di hardcore/rap metal sulla scia di quanto prodotto ultimamente nell’east coast statunitense; in realtà Scar Culture è un geniale ensamble scoperto da Century Media, che riesce ad unire brutal/death metal, hardcore e neo-thrash con originalità, gusto e soprattutto una montagna di ispirazione, coniugando vocals distorte, screaming, growling ad un riffing monolitico, incessante e ruvido, in una maniera eccezionalmente personale. Il quartetto newyorkese, formatosi nel 1997, è in realtà un melting pot di culture e razze (angloamericana, russa, italo-americana, indiana) che hanno giovato terribilmente alla riuscita finale di questo piccolo masterpiece: attraverso brani eccellenti come l’opener “Vision”, “Keep It To Myself”, “Reform Reason” o la cover di “Surprise You’re Dead” degli indimenticati Faith No More, gli Scar Culture riescono a ‘comunicare’ con una naturalezza sconvolgente il loro idioma. Un idioma basato su parole come ‘odio’, ‘rispetto’, ‘brutalità’. E negli Scar Culture c’è tutto quello che potevate ricercare da una band con tanto groove e violenza da vendere. Immaginate i Machine Head brutalizzati, o i Dillinger Escape Plan più ‘controllati’, gli Skinlab meno parossistici, o dei Six Feet Under esponenzialmente più ispirati: il tutto, frullato dentro la follia propria di questi Scar Culture, che riescono a far coesistere nei poco più di tre minuti di “The Devout” Cannibal Corpse, Machine Head e passaggi jazzati che avevamo già ascoltato negli Atheist di dieci anni e più fa. Nell’insieme ‘Inscribe’ è un disco superbo, splendido crossover di brutal death metal ultratecnico, groovy thrash, violentissimo straight-edge e rumore, tanto fottutissimo rumore. Notevole, veramente notevole…
