SCARVE – The Undercurrent

Pubblicato il 10/04/2007 da
voto
7.5
  • Band: SCARVE
  • Durata: 00:37:27
  • Disponibile dal: 10/04/2007
  • Etichetta: Listenable Records
  • Distributore: Audioglobe

Gli Scarve possono essere considerati, a ragion veduta, i precursori del movimento francese thrash-death metal futuristico che tanto sta facendo bene in questi ultimi due-tre anni. Il loro ultimo lavoro, “Irradiant”, è una perla indiscussa del genere succitato e un album tranquillamente accostabile a capolavori quali “City” degli Strapping Young Lad e “Destroy Erase Improve” dei Meshuggah; il solo fatto di essere arrivata dopo, forse, non permette alla band di Nancy di essere considerata seminale, ma di sicuro, oggigiorno, gli Scarve sono una delle formazioni migliori d’Europa. Ebbene, tre anni sono passati da “Irradiant”: in questo lasso di tempo, oltre ad ammirare dal vivo il sestetto di supporto proprio ai Meshuggah, abbiamo avuto modo di scoprire ed incensare altre formazioni francesi (Hacride, Gojira, Lyzanxia, Dagoba, Phaze I), mentre alcuni membri degli Scarve si sono visti a destra e a manca, presenzianti su dischi di valore assicurato (il batterista Dirk Verbeuren è anche attivo nei Soilwork e nei suddetti Phaze I, l’ex vocalist Guillaume Bideau è ora nei Mnemic); adesso, finalmente, è il turno di “The Undercurrent”, atteso quarto episodio per i transalpini. Diciamolo subito: dopo tre anni di attesa, ci si aspettava un qualcosina di più – come dire? – memorabile. Invece siamo ‘soltanto’ di fronte ad un disco di livello superiore, che ‘spacca’, che conferma la band il mostro di tecnica e aggressione qual è, ma che allo stesso tempo lascia un po’ d’amaro in bocca. La qualità dei pezzi di “Irradiant” era difficilmente eguagliabile, quindi probabilmente il trovarsi davanti otto tracce per trentasette striminziti minuti di musica ci ha un po’ deluso. Così come la pesante assenza di un brano che trascini tutto il disco, molto compatto e massiccio, un tutt’uno definito e roccioso, ma con carenza di canzoni-fuoriclasse a richiamare orde di (nuovi) fan. Detto della produzione di mastro Daniel Bergstrand – aficionado degli Scarve – e delle penetranti guest clean vocals di Lawrence Mackrory (singer dei Darkane su “Rusted Angel”), “The Undercurrent” è pregno di atmosfere cupe e oppressive, nebulose e grigie, come il genere richiede; non mancano melodia e brutalità, così come a tratti l’incedere groovy à la Meshuggah oppure accenni di apocalisse sonora in SYL-style; l’alternanza vocale è ben studiata, con il growler Pierrick Valence spesso impressionante per profondità e violenza; le chitarre propongono riff sempre intelligenti e di natura cangiante, mentre il drumming di Verbeuren si conferma eccellente. La tracklist, però, non riesce a mettere in risalto nessun brano in particolare: abbiamo “Senseless” e “Assuming Self” a svolgere le parti di episodi brevi e brutali; “A Few Scraps Of Memories” inizia e termina con arpeggi oscuri (ricordate “Acrid Placidity”?), interrotti bruscamente da un assalto simil-black massacrante; l’opener “Endangered” è la song che potremmo certo indicare come la più catchy, in possesso di un chorus pulito orecchiabile, da scegliere nel caso si cercasse un potenziale singolo; in definitiva, sono i brani più vari a piacere di più, ovvero “The Plundered”, “Fathomless Descent” e soprattutto “Imperceptible Armageddon”. E dunque, lungi da noi non confermare gli Scarve una realtà fra le più convincenti del panorama metallico estremo; non possiamo però non sottolineare come, a chi volesse scoprire quest’ottima band da zero, consiglieremmo senza indugi di andare a recuperare “Irradiant”. “The Undercurrent” viene subito dietro, ma poco male davvero…

TRACKLIST

  1. Endangered
  2. Imperceptible Armageddon
  3. Senseless
  4. The Plundered
  5. Assuming Self
  6. Fathomless Descent
  7. A Few Scraps Of Memories
  8. Rebirth
  9. Alteration (bonus-track)
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