SCITALIS – Maledictum

Pubblicato il 18/03/2025 da
voto
7.5
  • Band: SCITALIS
  • Durata: 00:42:23
  • Disponibile dal: 24/01/2025
  • Etichetta:
  • Vendetta Records

Spotify:

Apple Music:

In un mondo che cambia, si evolve, si stravolge e disorienta, rimanere fermi non è per forza un delitto. Tutt’altro. Non è detto ci sia per forza bisogno di seguirli questi cambiamenti. Almeno, non tutti. Mica è scontato ci servano o interessino. Debbono averla pensata così i Scitalis, formazione svedese devota a formule black metal tradizionaliste, fervidamente incandescenti, nello spirito e nelle nervature ben aderenti a concezioni di seconda metà anni ’90. Frangia svedese, preferibilmente, ma con uno sguardo laterale alla confinante Norvegia.
La band guidata da A (voce/basso) è attiva dall’anno pandemico ed è qui al secondo album, in scia ai buoni concetti espressi nell’EP “Awakening” e nel primo full-length “Doomed Before Time”, fortificati da solide prestazioni live. Tutto, nella loro proposta, nelle grafiche, le foto promozionali, il modo di apparire e vivere il palco, emana black metal. Non c’è bisogno di capire, approfondire, immergersi completamente in quanto suonano. I Scitalis il black metal te lo sbattono in faccia, a schiaffi. Attingendo di preferenza nella gloriosa tradizione svedese, fondendo quindi furia straripante, un pizzico di complessità e stratificazione, utilizzo efferato e non rassicurante della melodia, il quartetto sparge odio a piene mani.
“Maledictum” è fervidamente attaccato alla tradizione, eppure non è un’operazione filologica in senso stretto, né una fredda celebrazione di uno stile e un’atmosfera. Gli svedesi si disvelano un poco per volta, mettendo in primo piano la furia, la velocità, l’asprezza ritmica e vocale e l’affilatezza burrascosa delle chitarre. Appena più sotto, inizialmente in disparte, quindi sempre più protagonista, un sottile ordito di armonie e melodie di sentimento epico, evocativo di un feeling che sa di bufere di neve nella foresta, di ghiaccio, lotte contro una natura tanto meravigliosa, quanto severa e arcigna.
L’intransigenza ritmica e vocale e l’affilatezza delle chitarre, almeno nelle parti più concitate, si accostano alla dissennata ferocia di Marduk e Dark Funeral, sul fronte svedese, e le scorribande di vecchi Immortal e Gorgoroth, su quello norvegese. Un fuoco di fila che nel caso dei Scitalis è solo un lato della medaglia. Un modo di agire che li vede efficaci e apprezzabili sia nella forma che nella sostanza. Se facessero solo questo, dato anche l’ampio minutaggio delle singole tracce, sarebbe però limitativo. E alla lunga abbastanza noioso.
A far decollare il gruppo è proprio l’alternanza degli approcci, con una buona predisposizione a trame chitarristiche avvolgenti e lavorate con relativa armonia, senza dover per questo motivo ammorbidire il proprio impatto. La feralità, il tocco secco e spigoloso non vengono meno, mentre i tempi si rallentano ed espandono, un certo incandescente misticismo si fa strada, le urla strozzate si scontrano col pathos, come in “Seven Years Ov Blood”; qui il respiro melodico prende il sopravvento, un sentore addirittura malinconico fa viaggiare la mente nella seconda metà, svelando un lato della band meno barbaro e molto più espressivo.
In fondo, non si inventa proprio nulla qua dentro, eppure la foga immessa nella prestazione strumentale e vocale, la qualità del riffing e come avvengono le transizioni tra prolungati assalti vintage-black metal e atmosfere sospese, convince in tempi rapidi sulla bontà del disco. I Scitalis cuciono assieme la malvagia essenzialità del black metal novantiano con l’impianto atmosferico degli anni recenti, mantenendosi sicuramente su un filone ‘true’, da black metaller tutti d’un pezzo: ciò nonostante, si sfugge alla rigidità formale di quel filone, se ripresentato pari pari ai giorni nostri, andando oltre nel miscelare toni più ruvidi e altri più raffinati. Un brano come “Burn Before Dawn”, con i suoi sanguinanti midtempo, rimane ben impresso, proprio per il talento degli svedesi nello scrivere vere canzoni black metal e non mettere semplicemente in mostra un sovraccarico di blasfemia senza capo né coda.
Un album tradizionalista e per chi dal black metal chiede, in poche parole, la sua essenza più nuda, pura e verace, con un pizzico di orecchiabilità. Lontani da hipsterismi e avanguardismi di dubbio gusto, i Scitalis portano avanti con competenza la tradizione del black metal svedese.

TRACKLIST

  1. Reborn
  2. Suffering
  3. Seven Years ov Blood
  4. Trial
  5. Burn Before Dawn
  6. Ashes After the Fire
  7. Endless Wrath
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.