7.0
- Band: SCONFITTA
- Durata: 00:19:15
- Disponibile dal: 01/05/2026
Qualche anno fa l’idea di pubblicare un album il primo maggio poteva sembrare oggettivamente balzana, quasi sacrilega. Ben vengano allora le enormi cattedrali della logistica, i punti vendita online e la musica digitale sottopagata, se queste ingiustizie sociali permettono agli Sconfitta di pubblicare il loro debutto “Essere Nessuno”. Ovviamente si scherza, come ironico è il press-kit della band, che cita tra i loro nomi tutelari Negazione, Mr. Bungle, Refused e Johnny Dorelli (“ma tutti insieme”), anche se dobbiamo ammettere che, tra un sorriso e l’altro, si possono cogliere alcune verità: non è difficile riconoscere nella loro proposta la lezione della band autrice di “The Shape of Punk to Come”, capace di innestare stili eterogenei su una superficie puramente punk rock.
Se la scelta della lingua italiana potrebbe far pensare (almeno inizialmente) al gruppo di Tax, Zazzo e il compianto Marco Mathieu (comunque ben presenti in “Senza Esempi”), l’uso declamato di alcune strofe mostra come l’ascolto del Teatro degli Orrori (l’iniziale “Sconfitta”, che poi esplode in uno straordinario sing-along) abbia lasciato tracce, mentre alcune chitarre sembrano recuperate dai Fluxus più elettrici di “Pura lana vergine” (“Brucia Sempre” e la title-track, tra l’altro nobilitata da un epico refrain in coda).
In generale, quasi tutto il lavoro vive di una cultura rock italiana a cavallo tra anni’80 e ’90, una caratteristica inaspettata, dato il background dei musicisti (Antropofagus, Feed Them Death), e particolarmente gradita, in cui l’hardcore melodico dei Kina (“Buio Nella Mente”) si scontra con il gusto per la ballata lo-fi (“Lunghe Ombre”). Il disco scorre piacevolmente, anche a costo di sconfinare nella semplicità dei Punkreas (“Non Un Vizio Di Forma”).
Il giudizio su questo album potrebbe essere duplice: dal punto di vista musicale il disco si trova a metà tra divertissement stilistico e recupero filologico di un hardcore melodico che ben si adegua al crossover, un lavoro godibile, con una produzione (volutamente) povera che, per una volta, rappresenta un valore aggiunto. Per quanto riguarda i testi invece, “Essere Nessuno” è un lavoro profondamente politico su (tra gli altri temi) lavoro e potere, che ben si accompagna al “Libricino Per Nessuno”, un libello scritto dalla band che approfondisce i temi del disco.
Ciò che manca ancora alla formazione ligure, tuttavia, è una collezione di canzoni capaci di farsi ricordare con facilità – ci sono andati vicini con “Brucia Sempre” e “Sconfitta”, ma c’è tempo per migliorare. Per ora, consideriamo questi venti minuti un ottimo antipasto.
