7.0
- Band: SCORDATURA
- Durata: 00:34:11
- Disponibile dal: 25/09/2020
- Etichetta:
- Gore House Productions
Non si parla spesso di loro, ma gli Scordatura sono ormai una realtà consolidata dell’underground death metal britannico. “Mass Failure” è il terzo full-length di una carriera iniziata ben quindici anni fa, un lavoro che rimane ancorato alla ormai tipica inclinazione sonora del quartetto di Glasgow, cercando al contempo di trovare specificità in una maggiore caratterizzazione dei singoli brani. Se agli esordi i ragazzi restavano spesso invischiati nel cosiddetto filone brutal, la maturità anagrafica ha portato loro qualche nuova influenza e una più spiccata disinvoltura nel modo di approcciarsi al riffing di chitarra e alla strutturazione delle canzoni. La base del suono restano i Cannibal Corpse nella loro veste più cupa e ingegnosa, più una punta, in vero abbastanza ricorrente, dei Cryptopsy meno esagitati: dei riferimenti ben poco innovativi, ma molto pratici e rassicuranti; da questo caposaldo, i brani tendono quindi a fluttuare in quel limbo che gli scozzesi si sono costruiti in questi anni, fra accenni più moderni, con un occhio di riguardo per il groove, e persino qualche scoria grind. Tutto sommato, si potrebbe anche affermare che oggi gli Scordatura suonino come avrebbero potuto suonare i Dyscarnate dopo il debutto, se questi ultimi non si fossero poi fissati con quella formula tendente al midtempo che ha affossato il loro songwriting. Owen McKendrick e soci sanno sia come riavvolgere il nastro della memoria ed esternare l’affetto per le vere radici di queste sonorità, sia come aumentare la varietà degli spunti, i quali appaiono sempre centrati nell’economia di composizioni ben scritte, mai sopra le righe e di certo non piatte nelle ritmiche. In questo senso, si sente l’influenza di gruppi come Cattle Decapitation e Misery Index, da cui i ragazzi cercano di mutuare il gusto per le dinamiche e i saliscendi ritmici ed emotivi. Il quartetto non raggiunge mai i livelli di questi maestri statunitensi, tuttavia si può dire che esca con successo da questo nuovo banco di prova, presentando un disco compatto e coerente, il quale si lascia ascoltare con piacere per tutta la sua mezzora abbondante di durata.
