SCORPION CHILD – Acid Roulette

Pubblicato il 14/06/2016 da
voto
8.5
  • Band: SCORPION CHILD
  • Durata: 00:56:10
  • Disponibile dal: 10/06/2016
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Il destino degli Scorpion Child sembrava assai simile a quello toccato di recente ad un cospicuo numero di giovani talenti, i quali, dopo aver firmato un esordio di ottima fattura, hanno fatto perdere incredibilmente le proprie tracce, ponendo così una prematura pietra tombale ad una carriera in ipotetica ascesa. In questa occasione, invece, siamo molto contenti di essere stati smentiti da una compagine riemersa in superficie dopo una lunga apnea durata tre anni. Un silenzio assordante, durante il quale la formazione è stata ampiamente rimaneggiata a favore di forze fresche, meritevoli di aver contribuito ad elevare i notevoli standard qualitativi espressi nell’omonimo debutto. Spicca sopra ogni altra cosa la dipartita del chitarrista Thomas Frank, egregiamente sostituito dal tastierista Aaron John Vincent, il quale ha assunto un ruolo determinante nel conferire maggior spessore al già ricco impasto sonoro plasmato dai Nostri. I cinque texani realizzano una manciata di composizioni vivide e cangianti, altresì lievemente alleggerite dal marcato retaggio blues palesato dai microsolchi dell’esordio in favore di un approccio musicale più irruento e fantasioso. Un malcelato interesse per l’occulto emerge nella meravigliosa copertina inchiostrata dal fotografo Max Taylor e dal grafico Rob Kimura, sotto l’attenta supervisione dell’autorevole leader Aryn Jonathan Black. Quest’ultimo dimostra nuovamente di essere un autentico asso al microfono, modulando con estrema disinvoltura le sue corde vocali, a seconda del contesto interpretativo in cui si trova. “Acid Roulette” palesa pochissimi ed impercettibili cali di tensione, per merito di episodi incendiari come “She Sings, I Kill”, concepita da un’immaginaria jam tra Iron Maiden e The Black Crowes, e l’aggressiva “My Woman In Black”, esaltata da un ritornello immediato ed avvolgente. I ‘corvi neri’ si librano in volo nell’emozionale e singhiozzante “Addictions”, mentre l’oscura title track progredisce in una serie di soluzioni strumentali che rievocano l’intensità e l’energia dei migliori Deep Purple. La carica sensuale dei Led Zeppelin emerge in tutto il suo splendore dalla testosteronica “I Might Be Your Man”, così come il riffing acido di “Blind Man’s Shine” strizza l’occhio ai Black Sabbath più sardonici. Tanta carne al fuoco dunque, peraltro cotta alla perfezione, da un nuovo ed autorevole punto di riferimento per tutti gli appassionati delle sonorità tradizionali.

TRACKLIST

  1. She Sings, I Kill
  2. Reaper’s Danse
  3. My Woman In Black
  4. Acid Roulette
  5. Winter Side Of Deranged
  6. Séance
  7. Twilight Coven
  8. Survives
  9. Blind Man’s Shine
  10. Moon Tension
  11. Tower Grove
  12. I Might Be Your Man
  13. Addictions
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