SCORPION CHILD – Scorpion Child

Pubblicato il 09/07/2013 da
voto
8.0
  • Band: SCORPION CHILD
  • Durata: 00:50:47
  • Disponibile dal: 21/06/2013
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Negli ultimi quarant’anni lo Stato del Texas ha partorito una serie di artisti che hanno segnato indissolubilmente la storia del blues rock e dell’heavy metal. Gente come Stevie Ray Vaughan, ZZ Top, Meat Loaf e Pantera hanno ottenuto un notevole successo internazionale ed ora pare sia finalmente giunto il momento di passare il testimone alle giovani leve. Dalla patria degli opulenti barbecue di montone e degli inossidabili Texas Ranger, irrompono come un fulmine a ciel sereno gli Scorpion Child, una congrega scapestrata composta da cinque talentuosi capelloni, meritevoli di aver registrato un disco incredibilmente solido e magnetico. La band attualizza con innata naturalezza il blues torrido di Blind Lemon Jefferson e John Mayall, coniugandolo con l’hard rock esplosivo e carnale di Led Zeppelin e Blue Cheer. La produzione viene affidata a Chris “Frenchie” Smith (già al lavoro con realtà del calibro di The Answer e Jet), il quale forgia con estrema destrezza un sound sì potente, ma sopratutto vivido e vibrante, che sembra provenire dalla prima metà dei Seventies. “Scorpion Child” contiene nove brani impostati prevalentemente sui riff torrenziali di Tom “The Mole” Frank e Chris Cowart, squarciati dall’ugola squillante e stentorea di Aryn Jonathan Black. Lo stile del frontman rievoca il miglior Robert Plant, ma al tempo stesso riesce nel duro compito di marchiare a fuoco gli episodi con la sua personalità. Il groove tanto sensuale quanto velenoso di “Kings Highway” anestetizza i nostri sensi come se fossero immobilizzati dal morso di un cobra, mentre le terremotanti “Polygon Of Eyes” e “In The Arms Of Ecstasy” tradiscono un amore malcelato per la frangia più irruenta della NWOBHM. L’assalto arrembante di “The Secret Spot” e “Paradigm” gettano benzina sul fuoco di un incendio impossibile da domare, mentre trova spazio una gradevole divagazione psych nella pachidermica sincope di “Salvation Slave”. Il groove solare di “Liquor” vanta un’irresistibile apertura melodica all’altezza del chorus, “Antioch” invece è una semi ballad interpretata con necessario trasporto da Mr. Black, sublimata da un mood tenue ed introspettivo che fa il paio con “Red Blood (The River Flows)”, un affresco bucolico e sognante, tinteggiato da un’atmosfera rarefatta. In questa occasione, la Nuclear Blast ha reclutato una band lontana da certi plastificati standard del metal moderno, indubbiamente dotata dei necessari attributi per diventare una vera e propria big thing. Scommettiamo che sul palco saranno in grado di sprigionare il doppio dell’energia profusa tra questi microsolchi? In quel caso assisteremo ad un nuovo big bang. Garantito.

TRACKLIST

  1. Kings Highway
  2. Polygon Of Eyes
  3. The Secret Spot
  4. Salvation Slave
  5. Liquor
  6. Antioch
  7. In The Arms Of Ecstasy
  8. Paradigm
  9. Red Blood (The River Flows)
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