6.5
- Band: SCREAMACHINE
- Durata: 00:45:32
- Disponibile dal: 09/04/2021
- Etichetta:
- Frontiers
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Se qualcuno si stesse chiedendo se è ancora vivo lo spirito metal nella Capitale, gli Screamachine sono qui per dimostrarcelo. Una band dedita ad un sound classico che si muove tra Accept, Judas Priest e Savatage, formata da alcuni abituè della scena romana a partire da Francesco Bucci, mastermind di questo progetto e bassista e songwriter negli storici Stormlord, senza dimenticare Alex Mele, leader dei power metaller Kaledon. Il microfono è affidato a Valerio ‘The Brave’ Caricchio, il quale ne fa buon uso anche se – diciamoci la verità – qualche sfuriata più irruenta non ci sarebbe dispiaciuta, dopotutto se la band si chiama Screamachine un urletto qua e là non guasterebbe affatto.
Un tuffo dritto e deciso all’interno di quelle sonorità che hanno reso gloriosi gli anni Ottanta: questo debutto si dimostra solido come una roccia, con dieci brani diretti e a tratti aggressivi che possono vantare anche qualche collaborazione importante, grazie alla presenza dell’accoppiata formata da Steve Di Giorgio al basso (Testament, Death) e Herbie Langhans alla voce (Firewind, Avantasia) che impreziosiscono un brano come “Wisdom Of The Ages”. Ma l’ascolto è arricchito anche dal lavoro di quattro chitarristi come Simone Mularoni (DGM), Massimiliano Pagliuso (Novembre), Andrea Angelini (Stormlord) e Francesco Mattei (Noveria) che hanno messo il loro zampino per registrare alcuni assoli.
Gli Screamachine pescano un po’ da tutte le sonorità più classiche, senza troppe distinzioni. La partenza heavy della roboante “Demondome”, la tirata e travolgente “The Metal Monster”, la vivace “Mistress Of Disaster”, che abbraccia sonorità hair metal, ed infine le influenze legate alla scena inglese con uno dei brani maggiormente riusciti, ”Silver Fever”, mantengono l’ascolto su territori esaltanti facendo dimenticare qualche altro momento poco efficace all’interno della tracklist. Il gruppo punta al sodo e sembra divertirsi nel suonare una musica che sicuramente si presta a dare il proprio meglio in sede live, e ce ne renderemo conto appena questo sarà di nuovo possibile.
Screamachine, una band che potremmo definire puro orgoglio romano. E la capoccia, bisogna ammetterlo, si muove eccome spinta dalle note di questo esordio compatto, cazzuto e passionale.
