6.0
- Band: SCREAMING BANSHEE
- Durata: 00:49:38
- Disponibile dal: 11/11/2013
- Etichetta:
- Casket Music
La scena death metal romana ci consegna il disco di debutto degli Screaming Banshee, un quintetto che vede tra le sue fila un paio di personaggi conosciuti: uno è seduto dietro alle pelli ed è David Folchitto (Stormlord) mentre l’altro è dietro al microfono ed è Alessandro Iacobellis dei Lunarsea. Iniziamo col dire che “Descent” è un prodotto professionale (anche se arrivato sulle nostre scrivanie virtuali con un paio di anni di ritardo), che suona sin dai primissimi ascolti molto orecchiabile e dal suono nitido e potente, ovviamente lo zampino di Stefano Morabito e dei suoi impeccabili 16th Cellar Studio si riconosce sin da subito rendendo fruibile il platter in questione. “Descent” è un disco di technical death metal senza troppi orpelli e finezze solistiche, non immaginatevi insomma trame arzigogolate e acrobazie di ogni genere perché non parliamo della risposta nostrana agli Obscura, ecco. Diciamo che la loro fonte di ispirazione è talmente evidente che alle volte è persino eccessiva e sono le band del mai troppo lodato, e compianto, Chuck Schuldiner: i Death e i Control Denied. Le trame chitarristiche sia nel riffing che, soprattutto, in fase solistica vivono abbastanza di luce riflessa, e a tratti pare di assistere a vere e proprie citazioni di passaggi di un disco come “The Sound Of Perseverance”. I brani scorrono in maniera tutto sommato abbastanza piacevole tra un assolo arioso e una ripartenza energica; il riffing è frizzante e l’incedere è più death metal che progressive. Lo schema dei brani, se si mastica un po’ il genere, è abbastanza prevedibile e canonico, magari le canzoni avrebbero potuto essere più stringate per mantenere la loro efficiacia ed il loro impatto. Da un punto di vista prettamente tecnico, dobbiamo dire invece che il disco è suonato bene, anche se emerge la professionalità sia di un batterista che di un vocalist ormai esperti e navigati, rispetto al lavoro chitarristico che in tutta sincerità, oltre a non godere di una personalità debordante (come già rimarcato poc’anzi), non si fà nemmero notare per precisione chirurgica, specie nei frangenti più frenetici. Insomma, diciamo che oggi come oggi per inserirsi di prepotenza ed emergere nella scena death metal “che conta” in Italia, crediamo che ci voglia ancora qualcosa in più. Le basi per fare un buon progetto sembrano esserci, ma ad oggi manca ancora una personalità vera e propria e forse anche un po’ la capacità di scrivere brani avvincenti. Certo è che, se siete amanti delle sonorità techno death, potete tranquillamente farvi avanti e dare una possibilità agli Screaming Banshee.
