7.0
- Band: SCYTHE OF MEPHISTO
- Durata: 00:20:00
- Disponibile dal: 10/04/2026
- Etichetta:
- Masked Dead Records
Con “Till Life Do Us Part”, gli Scythe Of Mephisto bussano alla porta di certo black-death metal d’annata con un mini di debutto che, pur limitato a tre tracce più un’outro, riesce a catturare l’attenzione. La giovane formazione italiana mostra di avere le idee chiare sul repertorio svedese anni Novanta, immergendosi in un universo fatto di riff taglienti, continui cambi di ritmo e, per fortuna, sviluppi che non si limitano a schemi ripetitivi, pur nella loro natura old school.
Il mini scorre come un itinerario tra stanze diverse: da un’apertura ferale e serrata a momenti più agili e orecchiabili, le tracce cambiano direzione e tensione senza stancare, quasi come se ogni pezzo fosse un piccolo racconto. Le influenze sono evidenti: Dissection, Lord Belial, Dawn, Cardinal Sin e altri classici della scuderia No Fashion Records compaiono a ogni angolo, ma gli Scythe Of Mephisto non si fermano ai maggiori cliché. Si nota, ad esempio, un certo senso di accumulo, di costruzione progressiva dei brani, che ricorda pure i primissimi Katatonia: pezzi che si muovono tra stati d’animo diversi pur restando intrisi di un mood malinconico e amaro, come appunto accadeva in composizioni come “Funeral Wedding”.
La band si muove con disinvoltura tra vari registri: i riff possono aprirsi a melodie più eteree o scivolare in passaggi serrati e frenetici, creando una sensazione di tensione sempre viva. È chiaro che, sebbene le strutture appaiano talvolta un po’ contorte e fitte, l’intento sia quello di esplorare più che ripetere. L’ascoltatore si trova così immerso in un flusso in continuo movimento, dove la furia si alterna a brevi respiri, e il tono cupo non lascia mai spazio alla monotonia. Un aspetto apprezzabile è che il mini non si limita a imitare il modello più noto (Dissection?), ma va a pescare anche sfumature meno scontate della scena svedese: piccoli dettagli e deviazioni che arricchiscono un quadro già ricco di suggestioni. Questo rende l’ascolto vario e coinvolgente, pur appunto restando ancorato alle radici di una specifica corrente black-death.
“Till Life Do Us Part” è insomma spontaneo, diretto e piacevole da seguire dall’inizio alla fine. Un EP che si configura come una prima prova solida e promettente, per una giovane realtà italiana che sa muoversi con energia e una sua coerenza. Un esordio che invita a tenere d’occhio la band e il suo percorso futuro.
